A volte il calcio ha una memoria particolare. Quelli che in un momento diventano simboli di una delusione possono trasformarsi, a distanza di tempo, nelle soluzioni ideali per ripartire. È il caso di Alexander Sorloth, protagonista di una delle notti più amare vissute dall’Italia nell’ultimo anno e oggi sempre più vicino a vestire la maglia della Juventus. Un profilo che piace per caratteristiche, esperienza e capacità realizzativa, tanto da essere diventato uno dei principali obiettivi del nuovo corso bianconero.
Esattamente un anno fa, il 6 giugno 2025, fu proprio il centravanti norvegese ad aprire le marcature nel pesante successo della Norvegia contro gli Azzurri a Oslo. Una ferita ancora viva per Luciano Spalletti, che però ora potrebbe ritrovarsi ad accogliere quel bomber nella propria squadra. Il calcio, del resto, sa essere imprevedibile.
Nel frattempo la Juventus ha voltato pagina sul fronte Dusan Vlahovic. Le trattative per il rinnovo del contratto del serbo si sono progressivamente raffreddate fino all’interruzione, spingendo il club a cercare nuove soluzioni per il reparto offensivo. In cima alla lista è finito proprio Sorloth, attaccante dell’Atletico Madrid e compagno di reparto di Erling Haaland nella nazionale norvegese.
I recenti contatti tra le parti hanno prodotto segnali incoraggianti. Dopo un blitz esplorativo in Norvegia, i dirigenti bianconeri sarebbero tornati a Torino con il gradimento del giocatore e una base d’intesa già definita: contratto quadriennale da circa quattro milioni di euro a stagione più bonus. Un passo importante che ha rafforzato l’ottimismo attorno all’operazione.
Anche dall’Atletico Madrid sono arrivati segnali di apertura. Il club spagnolo non considera incedibile il proprio attaccante e sarebbe disposto a valutare una cessione. Un aspetto tutt’altro che secondario, considerando che Sorloth ha chiuso l’ultima stagione con venti reti pur non essendo un titolare fisso nelle gerarchie di Diego Simeone.
La trattativa resta comunque complessa e si intreccia con altri dossier aperti tra Juventus e Atletico. In particolare con quello legato a Nico Gonzalez. I bianconeri sarebbero pronti a investire una cifra vicina ai trenta milioni di euro per il norvegese, ma gradirebbero che il club madrileno trasformasse il prestito dell’argentino in un acquisto definitivo da almeno 25-27 milioni.
Formalmente le due operazioni restano separate, ma è evidente che i rispettivi sviluppi possano influenzarsi a vicenda. Da Torino la linea è chiara: investire una cifra importante su Sorloth sarebbe più semplice con la certezza di monetizzare dalla cessione di Nico Gonzalez. A Madrid, invece, si guarda alla vicenda da una prospettiva differente, immaginando eventualmente uno sconto sul cartellino del norvegese.
Le distanze, però, non sembrano insormontabili. Nico Gonzalez ha già manifestato il proprio gradimento per l’Atletico e avrebbe comunicato alla Juventus l’intenzione di non tornare alla Continassa dopo il Mondiale. Sorloth, invece, mantiene un profilo più prudente, pur avendo espresso un orientamento favorevole verso la destinazione bianconera.
Per il centravanti sarebbe l’ennesima tappa di una carriera internazionale che lo ha visto giocare in numerosi campionati europei. Dopo gli inizi in Norvegia, ha accumulato esperienze in Olanda, Danimarca, Inghilterra, Belgio, Turchia, Germania e Spagna, lasciando il segno soprattutto con le maglie di Real Sociedad e Villarreal prima del trasferimento all’Atletico Madrid.
Parallelamente la Juventus continua a monitorare anche altre piste. Randal Kolo Muani resta un obiettivo concreto e non viene considerato alternativo a Sorloth. L’idea è infatti quella di inserire due attaccanti di livello per rinforzare il reparto offensivo. Restano vivi anche i contatti per Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, profilo che invece rappresenterebbe un’alternativa diretta al norvegese.
Tra tutti i candidati, però, Sorloth sembra essere quello che più convince sotto il profilo tecnico e tattico. La sua struttura fisica imponente si abbina a una mobilità sorprendente, qualità che gli consentono di agire sia da centravanti puro sia da partner offensivo. Un attaccante completo, capace di fare reparto da solo ma anche di dialogare con i compagni.
Proprio queste caratteristiche avrebbero colpito particolarmente Luciano Spalletti, che non ha dimenticato l’impressione lasciata dal norvegese nella sfida di Oslo. A distanza di un anno, quella sensazione di forza, presenza e pericolosità è rimasta intatta. E ora potrebbe trasformarsi in una nuova arma per la Juventus, chiamata a ricostruire il proprio attacco dopo la probabile separazione da Vlahovic. La trattativa è ancora aperta, ma la strada sembra tracciata: il futuro bianconero potrebbe parlare sempre più norvegese.