La delusione per il titolo sfumato non cancella la straordinaria cavalcata di Flavio Cobolli al Roland Garros. Dopo la sconfitta in finale contro Alexander Zverev, il tennista romano ha parlato con grande lucidità ed emozione, mostrando tutto il proprio orgoglio per il percorso compiuto a Parigi.
«Ho iniziato a giocare a tennis quando ero molto giovane e non mi sarei mai aspettato di raggiungere risultati simili. Adesso che sono qui voglio continuare a impegnarmi per ottenere qualcosa di davvero speciale. Sono ancora giovane e non è finita. Voglio godermi ogni singolo momento in campo con il sorriso», ha dichiarato Cobolli durante la cerimonia di premiazione.
Il numero uno azzurro della giornata ha poi dedicato parole di grande sportività al suo avversario: «Non è facile parlare ora. Se qualcuno mi avesse chiesto chi meritasse di più questo titolo, avrei detto Zverev. Sono felice per lui, anche se ovviamente sono triste perché mi sono sentito vicino alla vittoria. Adesso che ha realizzato il suo sogno, però, lasciami vincere la prossima volta», ha scherzato tra gli applausi del pubblico.
Cobolli ha quindi ringraziato tutte le persone che lo hanno accompagnato in queste due settimane indimenticabili: «Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile queste settimane, le più belle della mia vita. Il Roland Garros rimane il mio Slam preferito, quello che guardavo sempre in televisione quando ero bambino».
Non è mancato un riferimento ad Adriano Panatta, presente alla premiazione: «Mi sono sentito un po’ sotto pressione, non è facile giocare davanti a lui». Poi il ringraziamento al pubblico italiano: «Il muro azzurro mi ha aiutato tantissimo durante tutta la partita».
In conferenza stampa, il romano ha spiegato anche le difficoltà fisiche che hanno condizionato il quinto e decisivo set: «Dopo il tie-break ho iniziato a sentire i crampi al polpaccio. Ho provato a recuperare durante il cambio di campo, sfruttando tutto il tempo disponibile, ma il polpaccio ormai era andato. Poco dopo anche il quadricipite ha iniziato a dare problemi e mi sono sentito completamente svuotato. Il mio corpo mi ha lasciato in campo».
Nonostante la sconfitta, il bilancio resta straordinario e il futuro appare sempre più luminoso. Anche perché Cobolli ha già in mente il prossimo grande obiettivo: «Le ATP Finals di Torino? È un traguardo che inseguo dall’inizio della stagione e stiamo lavorando per raggiungerlo». Un sogno che, dopo quanto mostrato a Parigi, sembra sempre meno lontano.