Il sogno di Flavio Cobolli si ferma a un passo dalla storia. Nella finale del Roland Garros 2026, il tennista romano si è arreso ad Alexander Zverev, che sul Philippe Chatrier ha conquistato il primo titolo Slam della sua carriera imponendosi in cinque set con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7(5), 6-1 dopo quattro ore e venti minuti di gioco.
Per il tedesco, numero 3 del ranking mondiale, si tratta del 25° titolo ATP in carriera e soprattutto del primo successo in uno dei quattro tornei dello Slam, dopo le delusioni vissute nelle finali degli US Open 2020 e degli Australian Open 2025.
Nonostante la sconfitta, Cobolli lascia Parigi a testa altissima. Il 24enne azzurro ha disputato il miglior torneo della sua carriera, raggiungendo per la prima volta una finale Slam e guadagnandosi da lunedì il suo miglior ranking di sempre: la decima posizione mondiale. Un risultato che lo proietta inoltre al quarto posto nella Race verso le ATP Finals di Torino, alle spalle soltanto di Jannik Sinner, Zverev e Carlos Alcaraz.
Partenza shock, poi la reazione azzurra
L’avvio della finale è stato tutto a favore di Zverev. Il tedesco ha strappato immediatamente il servizio a Cobolli e ha continuato a dominare il primo set, conquistando altri due break e chiudendo rapidamente sul 6-1.
Nel secondo parziale, però, l’azzurro ha cambiato marcia. Dopo un lungo settimo game, Cobolli ha approfittato di un passaggio a vuoto dell’avversario trovando il break decisivo che gli ha consentito di riportare il match in equilibrio.
Zverev torna avanti, Cobolli non molla
Il terzo set è stato molto più combattuto, con la tensione che ha iniziato a farsi sentire su entrambi i lati della rete. Zverev ha mancato due palle break nel quarto game ma ha saputo colpire nel momento decisivo, strappando il servizio all’italiano nel decimo gioco e portandosi nuovamente avanti.
Quando la partita sembrava indirizzata, Cobolli ha trovato la forza per reagire ancora. Nel quarto set è salito sul 2-0, si è fatto raggiungere e poi ha nuovamente allungato. Pur non riuscendo a chiudere quando serviva per il set, il romano ha giocato un tie-break di grande carattere, annullando la pressione e chiudendo alla seconda occasione grazie a uno splendido dritto lungolinea che ha trascinato la finale al quinto set.
Nel set decisivo emerge l’esperienza
L’equilibrio si è spezzato subito nella frazione conclusiva. Zverev è partito fortissimo conquistando due break e volando sul 3-0. Cobolli ha avuto diverse opportunità per rientrare in partita, arrivando a procurarsi quattro palle break complessive, ma non è riuscito a concretizzarle.
Con il passare dei giochi l’azzurro ha accusato anche qualche difficoltà negli spostamenti laterali, mentre il tedesco ha continuato a spingere con grande solidità. Il terzo break del set, arrivato nel settimo game, ha di fatto chiuso ogni discorso e spalancato a Zverev le porte del titolo.
Per Cobolli resta comunque un Roland Garros indimenticabile. La sconfitta più dolorosa della carriera coincide anche con la definitiva consacrazione ad altissimo livello: Parigi lo ha visto arrivare a un passo dal trionfo e lo consegna al tennis mondiale come uno dei protagonisti della nuova generazione.