C’era una volta un Jannik Sinner che guardava l’erba con rispetto e un pizzico di timore. Un ragazzo cresciuto sugli sci, abituato a trovare equilibrio sulle piste innevate ma meno a proprio agio sui prati del tennis.
Oggi quello scenario è completamente cambiato. L’erba, da superficie ostica e imprevedibile, è diventata il luogo della sua consacrazione, il palcoscenico dove lo scorso anno ha conquistato il trionfo più prestigioso della carriera: la vittoria di Wimbledon contro Carlos Alcaraz.
Il campione altoatesino continuerà ad allenarsi fino a domani al Country Club di Montecarlo, per poi trasferirsi sui prati inglesi e avviare la preparazione finale in vista dello Slam londinese.
La programmazione è stata decisa da tempo e non subirà modifiche nemmeno dopo la prematura eliminazione al secondo turno del Roland Garros. Sinner ha scelto di non disputare tornei ufficiali di avvicinamento e di preservare energie fisiche e mentali.
Niente Halle nel suo calendario: il primo test sarà il Giorgio Armani Tennis Classic, in programma dal 23 al 27 giugno all’Hurlingham Club di Londra, un’esibizione che vedrà protagonisti anche Flavio Cobolli e Luciano Darderi.
L’obiettivo è ritrovare il feeling con una superficie che resta quella meno frequentata durante l’anno, ma che negli ultimi anni è diventata uno dei principali terreni di crescita del suo tennis.
Il percorso è stato lungo e costruito attraverso continui miglioramenti.
Una tappa fondamentale risale a Wimbledon 2022, quando Sinner si arrese nei quarti di finale a Novak Djokovic dopo essere stato avanti di due set. Quella sconfitta si trasformò in una preziosa lezione.
Come raccontato dal suo allenatore Darren Cahill, fu proprio Djokovic a fornire indicazioni importanti sul lavoro da sviluppare.
Il serbo suggerì di rendere il gioco dell’azzurro più vario, migliorando il servizio e aumentando l’imprevedibilità delle soluzioni offensive.
Da quel momento, insieme a Simone Vagnozzi e Cahill, Sinner ha intrapreso un percorso di trasformazione tecnica.
Il servizio è diventato sempre più incisivo, la ricerca della rete è aumentata e il suo tennis si è arricchito di nuove alternative tattiche, indispensabili per emergere sull’erba.
I primi risultati sono arrivati nel 2024 con il successo ad Halle, torneo storicamente legato alla figura di Roger Federer, e con un percorso convincente a Wimbledon, interrotto soltanto dai problemi fisici accusati contro Daniil Medvedev.
La definitiva consacrazione è arrivata lo scorso anno.
Dopo la delusione della finale persa al Roland Garros contro Alcaraz, Sinner si è presentato a Londra con una nuova consapevolezza, trasformando la voglia di rivincita in energia positiva.
Non sono mancate le difficoltà, tra il rischio eliminazione contro Grigor Dimitrov e un fastidio al gomito destro causato da una caduta, ma nulla gli ha impedito di arrivare fino in fondo.
La finale contro Alcaraz, la rimonta dopo un primo set complicato e il trofeo sollevato sul Centrale sono diventati immagini destinate a entrare nella storia del tennis italiano.
Ora è tempo di ricominciare.
Sinner torna nel giardino più prestigioso del tennis con un obiettivo chiaro: dimostrare che quel trionfo non è stato un punto di arrivo, ma soltanto l’inizio di una nuova era.