La Spagna comincia oggi il proprio cammino mondiale con un obiettivo chiaro: conquistare la seconda stella della sua storia dopo il trionfo del 2010. La nazionale di Luis De La Fuente arriva all’appuntamento con i favori del pronostico, forte del titolo europeo conquistato e di una striscia di 30 partite consecutive senza sconfitte.
Il ruolo di favorita, però, non sembra pesare sull’ambiente spagnolo. Al contrario, la sensazione è quella di una squadra consapevole dei propri mezzi, serena e convinta di poter arrivare fino in fondo.
Contro Capo Verde niente rischi inutili
Per il debutto contro Capo Verde il commissario tecnico spagnolo guarda già oltre i novanta minuti iniziali. L’obiettivo è amministrare le energie pensando a un percorso che, nelle intenzioni della Roja, dovrà durare fino alla finale.
Per questo motivo Lamine Yamal e Nico Williams, entrambi recuperati dai rispettivi problemi fisici, partiranno dalla panchina.
«Sono entrambi disponibili, ma non possono ancora giocare tutta la partita. Quarantacinque minuti sì», ha spiegato De La Fuente.
Se si trattasse di una sfida a eliminazione diretta, il talento del Barcellona sarebbe certamente titolare. Nel girone, invece, la priorità è evitare rischi inutili.
Negli Stati Uniti è già scoppiata la Yamal-mania
Il Mondiale americano ha già trovato uno dei suoi principali protagonisti mediatici. Negli Stati Uniti l’entusiasmo attorno a Lamine Yamal è enorme.
Il talento del Barcellona è diventato un fenomeno globale, con immagini pubblicitarie che dominano i grattacieli di New York e Atlanta.
Anche nell’ultima rifinitura ha mostrato grande brillantezza, muovendosi con naturalezza e senza alcun timore dopo i recenti problemi fisici.
La sensazione è che il diciottenne sia pronto a prendersi il palcoscenico internazionale.
Una squadra giovane ma già abituata a vincere
Uno dei punti di forza della Spagna è il mix tra gioventù ed esperienza vincente.
Con un’età media di 26,8 anni, la Roja è la sesta nazionale più giovane del torneo, ma gran parte dei suoi giocatori arriva da una stagione ricca di successi.
Tra i convocati figurano:
- otto campioni di Spagna;
- un campione di Francia e d’Europa;
- tre campioni d’Inghilterra;
- vincitori di FA Cup, Conference League e Coppa del Re.
Un dettaglio che potrebbe fare la differenza nei momenti più delicati della competizione.
La forza della Spagna è la mentalità
Più ancora del talento individuale, ciò che rende la Spagna la squadra da battere è la capacità di affrontare le difficoltà.
Vincere abitua a vincere. E questa generazione ha già imparato a convivere con la pressione, a gestire i momenti complicati e a trovare soluzioni quando le partite si fanno più difficili.
La Roja parte con l’etichetta della favorita. Un peso che, almeno per il momento, nessuno all’interno del gruppo sembra avvertire.
E se c’è un volto che rappresenta perfettamente questa sicurezza, quello è proprio di Lamine Yamal. Il Mondiale della Spagna passa inevitabilmente dal suo talento.