In Brasile la pazienza non è mai stata una virtù particolarmente diffusa, soprattutto quando si parla di nazionale. E così, dopo il deludente pareggio contro il Marocco, anche Carlo Ancelotti è finito al centro delle critiche. Non si può parlare di una rottura con l’ambiente, ma le aspettative create attorno al tecnico italiano erano probabilmente superiori alla realtà del momento.
Del resto, Ancelotti è soltanto l’ultimo di una lunga serie di cambi in panchina: dalla fine del Mondiale del Qatar, il Brasile è già arrivato al quarto commissario tecnico. Un dato che racconta perfettamente il periodo di instabilità attraversato dalla Seleção.
Una squadra ancora senza equilibrio
I numeri evidenziano le difficoltà della nuova gestione. Il Brasile ha incassato 12 gol nelle ultime 13 partite e continua a mostrare problemi evidenti nell’equilibrio tra i reparti.
Ancelotti stesso, al termine della sfida contro il Marocco, non ha nascosto il proprio disappunto.
«Nel primo tempo eravamo ansiosi, abbiamo perso il possesso del pallone e mancava equilibrio. Nella ripresa siamo migliorati e continueremo a crescere», ha spiegato il ct italiano.
Ora la prossima sfida contro Haiti assume già un’importanza particolare, quasi inattesa a questo punto del torneo.
La stampa brasiliana invoca Endrick
Uno dei temi più discussi riguarda le scelte offensive. In particolare, cresce la pressione affinché Ancelotti conceda maggiore spazio a Endrick, il diciannovenne considerato uno dei talenti più promettenti del calcio brasiliano.
Anche Tostão, storica figura della Seleção, ha lanciato il proprio messaggio: «Schierate Endrick».
Le critiche, però, non si fermano qui.
Alcuni editorialisti hanno puntato il dito contro determinate scelte individuali, a partire dall’impiego di Casemiro, considerato troppo lento per sostenere i ritmi richiesti dal nuovo assetto tattico.
Problemi tattici da risolvere
Contro il Marocco il Brasile è apparso vulnerabile nelle transizioni difensive, con reparti spesso troppo distanti tra loro.
La mediana composta da Bruno Guimarães e Casemiro ha sofferto la qualità tecnica degli avversari, mentre diversi giocatori offensivi hanno garantito un contributo limitato nella fase di non possesso.
Ancelotti è passato dal 4-2-3-1 iniziale a un più offensivo 4-2-4 nel corso della gara, ma la sensazione è che il problema non sia soltanto il modulo.
Il ct dovrà intervenire soprattutto su due aspetti:
- costruire una vera identità di squadra;
- individuare rapidamente gli interpreti più adatti.
Anche Felipe Melo ha espresso il proprio dissenso in televisione: «Ancelotti è uno dei più grandi allenatori della storia, ma non può permettersi certi errori. La formazione iniziale era sbagliata».
Scoppia il caso Neymar
Come se le questioni tecniche non bastassero, nelle ultime ore è esplosa anche una polemica extra-campo.
Secondo il giornalista Lauro Jardim del quotidiano brasiliano O Globo, la convocazione di Neymar, ancora alle prese con problemi fisici, avrebbe avuto anche motivazioni politiche.
Al centro delle indiscrezioni c’è Francisco Mendes, figlio del giudice della Corte Suprema brasiliana Gilmar Mendes, figura molto influente e vicina alla federazione.
L’ipotesi di un’ingerenza esterna nella scelta dei convocati sta inevitabilmente alimentando ulteriori tensioni attorno alla nazionale.
Ancelotti, arrivato per riportare serenità e risultati, si ritrova così ad affrontare una sfida forse ancora più complicata del previsto: ricostruire un Brasile competitivo in un ambiente che pretende risultati immediati e che concede pochissimo tempo agli errori.