Il Mondiale del Qatar comincia oggi. Dopo il fallimento della rassegna casalinga del 2022, chiusa con tre sconfitte in altrettante partite, la nazionale guidata da Julen Lopetegui si presenta all’esordio contro la Svizzera con l’obiettivo di dimostrare che il lungo percorso di crescita avviato negli ultimi anni può finalmente produrre risultati anche sul palcoscenico più importante.
Al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, i qatarioti si trovano subito davanti l’avversario più accreditato del girone insieme al Canada. Una sfida che potrebbe già indirizzare il destino della qualificazione.
Il Qatar si affida ancora al blocco costruito attorno all’Aspire Academy, il progetto che da anni rappresenta il cuore dello sviluppo calcistico del Paese. Gran parte della rosa gioca nel campionato locale ed è cresciuta all’interno della struttura federale che ha formato la generazione attuale. Il punto di riferimento offensivo resta Almoez Ali, miglior marcatore della storia della nazionale, chiamato a trascinare una squadra che vuole lasciarsi alle spalle le delusioni del recente passato.
Dietro le quinte c’è anche un contributo italiano. Nello staff tecnico lavora infatti Fabio Francioni, sport scientist che dal 2023 collabora con il Qatar occupandosi della preparazione atletica e della gestione delle performance. Un lavoro particolarmente importante in un torneo in cui fattori come recupero, adattamento climatico e gestione delle energie possono fare la differenza.
Dall’altra parte c’è una Svizzera che arriva con maggiori certezze. Gli elvetici hanno raggiunto gli ottavi di finale in quattro delle ultime cinque edizioni del Mondiale e vogliono finalmente compiere il salto di qualità. La squadra di Murat Yakin continua a essere uno degli esempi più evidenti di multiculturalità nel calcio europeo, con una rosa ricca di giocatori di seconda generazione e di talenti cresciuti in contesti differenti.
Molta dell’esperienza svizzera passa dai protagonisti che conoscono bene il calcio italiano. Manuel Akanji e Remo Freuler dovrebbero guidare la squadra dal primo minuto, mentre anche Ardon Jashari e Michel Aebischer rappresentano risorse importanti all’interno del gruppo.
Per il Qatar la partita ha un significato particolare. Una sconfitta complicherebbe immediatamente il percorso verso gli ottavi, mentre un risultato positivo rilancerebbe le ambizioni di una nazionale che punta a dimostrare come gli investimenti degli ultimi quindici anni non siano stati vani.
La Svizzera parte favorita per esperienza internazionale e qualità complessiva della rosa, ma il Qatar sa di giocarsi molto più di tre punti: si gioca la credibilità di un intero progetto calcistico e la possibilità di scrivere una pagina diversa rispetto a quella amara vissuta nel Mondiale di casa quattro anni fa.