L’Austria parte con una vittoria il proprio cammino ai Mondiali 2026, superando 3-1 la Giordania nella gara inaugurale del gruppo J disputata a San Francisco. Un successo più complicato del previsto per la squadra guidata da Ralf Rangnick, che ha dovuto attendere il finale per piegare la resistenza di una formazione mediorientale organizzata e coraggiosa.
A sbloccare il risultato ci ha pensato Romano Schmid al 20’, finalizzando un’azione costruita da Xaver Schlager. La Giordania, però, non si è disunita e ha risposto immediatamente, sfiorando il pareggio già due minuti più tardi con Ali Olwan, fermato soltanto dal palo.
Storico primo gol mondiale per la Giordania
La formazione asiatica ha continuato a giocare con personalità e nella ripresa ha trovato il meritato pareggio. Al 50’ Noor Al Rawabdeh ha servito Ali Olwan, che ha battuto il portiere austriaco firmando l’1-1 e realizzando il primo storico gol della Giordania nella fase finale di un Mondiale.
La rete ha dato ulteriore fiducia alla squadra del commissario tecnico Jamal Sellami, capace di mettere in difficoltà gli europei e di limitare le loro iniziative offensive per buona parte del secondo tempo.
L’autorete spezza l’equilibrio
L’episodio decisivo è arrivato al 76’. Su un’incursione dell’Austria, il difensore Yazan Al Arab ha deviato involontariamente il pallone nella propria porta, regalando il nuovo vantaggio agli avversari.
Poco dopo gli austriaci hanno trovato anche il terzo gol, annullato però dal Var per una posizione irregolare.
Arnautovic chiude i conti dal dischetto
Nel lunghissimo recupero la Giordania si è riversata in avanti alla ricerca del pareggio, ma al 99’ un intervento di Saleem Obaid, rivisto al monitor dall’arbitro, ha provocato la concessione di un calcio di rigore.
Sul dischetto si è presentato Marko Arnautovic, entrato a gara in corso, che al 102’ ha trasformato con freddezza il penalty del definitivo 3-1.
L’Austria conquista così tre punti preziosi e parte con il piede giusto nella competizione, mentre la Giordania esce dal campo a testa alta dopo aver tenuto testa a una delle nazionali più accreditate del girone per oltre novanta minuti.