Il Milan riparte da una convinzione: per tornare competitivo ai massimi livelli servirà una svolta profonda. Dopo una stagione deludente e il fallimento dell’obiettivo Champions League, il club rossonero è orientato verso una rifondazione che guarda oltre i confini italiani, sia nella scelta dell’allenatore sia nella costruzione della nuova struttura sportiva.
La sensazione è che il prossimo Milan avrà un’impronta decisamente più internazionale. Le decisioni più importanti vengono prese lontano da Milanello e i principali candidati per guidare il nuovo progetto arrivano da esperienze maturate nei principali campionati europei.
Glasner resta il favorito
In cima alla lista continua a esserci Oliver Glasner. L’allenatore austriaco, reduce dall’esperienza in Premier League con il Crystal Palace, è il nome che più convince la proprietà rossonera.
Nonostante un campionato chiuso nella parte bassa della classifica inglese, Glasner ha arricchito il proprio palmarès con una serie di successi prestigiosi, confermando la reputazione costruita negli anni precedenti. In passato aveva già conquistato l’Europa League alla guida dell’Eintracht Francoforte, dimostrando di saper competere ad alti livelli anche sul palcoscenico internazionale.
Il Milan gli ha prospettato un contratto biennale con opzione per una terza stagione e un ingaggio compreso tra i 3 e i 4 milioni di euro annui. L’allenatore avrebbe accolto con entusiasmo l’ipotesi rossonera e sarebbe pronto a trasferirsi in Italia per affrontare una nuova sfida.
Cardinale al centro delle decisioni
A guidare il processo di selezione è direttamente Gerry Cardinale. Il proprietario del club partecipa in prima persona ai colloqui con i candidati, affiancato da Massimo Calvelli e da Zlatan Ibrahimovic, attualmente impegnato negli Stati Uniti ma costantemente coinvolto nelle valutazioni.
Dopo aver delegato molte scelte negli ultimi anni, Cardinale ha deciso di assumere un ruolo più centrale e operativo. È lui a gestire i contatti e a indirizzare le decisioni strategiche che definiranno il futuro del club.
Per questo motivo, al momento, è Glasner ad attendere il verdetto finale del Milan e non viceversa.
Le alternative: Jaissle e Amorim
Parallelamente, la dirigenza continua a monitorare altre opzioni.
Tra i profili più apprezzati c’è Matthias Jaissle, tecnico dell’Al Ahli, considerato uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama europeo. La sua eventuale liberazione richiederebbe però un investimento significativo per convincere il club saudita a lasciarlo partire.
Resta vivo anche il nome di Ruben Amorim. Dopo i successi ottenuti con lo Sporting Lisbona, l’esperienza inglese non ha prodotto i risultati sperati, ma il tecnico portoghese continua a godere di grande considerazione, soprattutto da parte di Ibrahimovic.
Più defilata, ma mai completamente accantonata, la candidatura di Arne Slot, che continua a essere monitorata sullo sfondo.
Prima il direttore tecnico
Prima di arrivare alla scelta definitiva per la panchina, il Milan vuole però completare un altro passaggio fondamentale: la nomina del nuovo direttore tecnico.
Il candidato principale resta Ralf Rangnick, che continua a riflettere sull’offerta rossonera mentre valuta anche la possibilità di proseguire il proprio percorso con la nazionale austriaca.
Il dirigente tedesco rappresenterebbe una figura di riferimento per l’intera area sportiva e potrebbe contribuire a definire l’identità tecnica del nuovo ciclo.
Non è un caso che alcuni dei profili valutati per la panchina abbiano punti di contatto proprio con Rangnick. Jaissle, ad esempio, è cresciuto all’interno del sistema Red Bull quando il manager tedesco ne coordinava lo sviluppo sportivo.
Il cerchio si restringe
La decisione definitiva non è ancora stata presa, ma il quadro si sta progressivamente delineando. Glasner resta il candidato più forte, Jaissle e Amorim inseguono, mentre il futuro assetto dirigenziale continua a ruotare attorno alla figura di Rangnick.
Una cosa, però, appare ormai chiara: il Milan vuole aprire una nuova fase della propria storia puntando su idee internazionali, metodi moderni e una visione europea del calcio. E le prossime settimane saranno decisive per capire chi avrà il compito di trasformare quel progetto in realtà.