In partenza?

Fiorentina, Gudmundsson non convince: può partire

Nonostante sia il miglior marcatore della stagione della Fiorentina, Gudmundsson non ha convinto appieno: con una buona offerta può partire.

Fiorentina, Gudmundsson non convince: può partire

Il traguardo delle cinquanta presenze in Serie A con la Fiorentina è vicino, ma il clima attorno a Albert Gudmundsson è tutt’altro che celebrativo. Il talento non si discute, i numeri neppure, eppure la sensazione diffusa è che l’attaccante islandese non abbia ancora rispettato fino in fondo le aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo a Firenze.

La prestazione di Lecce è stata emblematica: poco più di un’ora in campo, tanti movimenti tra le linee ma poca incisività, fino alla sostituzione a inizio ripresa. Una gara complicata, che ha riacceso i dubbi sulla sua continuità.

“Nel primo tempo giocava dentro il campo e l’abbiamo trovato bene, ma abbiamo fatto tanti errori tecnici e ci succede spesso”, ha spiegato Paolo Vanoli nel post partita.

Poi l’analisi più diretta: “Lui ci mette il massimo ma con le sue qualità deve fare qualcosa in più”.

Parole che riassumono perfettamente il momento del numero dieci viola, arrivato dal Genoa tra grandi aspettative e con un investimento importante da parte della società. A distanza di quasi due stagioni, però, il bilancio resta sospeso: lampi di classe alternati a lunghi periodi di anonimato, con una discontinuità che pesa nelle valutazioni complessive.

Eppure i numeri, almeno in parte, raccontano un’altra storia. Gudmundsson è il miglior marcatore stagionale della Fiorentina, con dieci reti complessive divise tra campionato e coppe, una in più di Moise Kean e tre in più di Roberto Piccoli.

Dati che però non bastano a cancellare la sensazione di un rendimento altalenante, soprattutto se confrontato con la stagione precedente, chiusa con 16 gol prima del trasferimento in viola.

A rendere tutto più complesso c’è anche il peso della maglia numero dieci, una tradizione importante che porta con sé aspettative elevate. Non sempre Gudmundsson è riuscito a incarnare quel ruolo di leader tecnico capace di trascinare la squadra nei momenti difficili, pur avendo qualità evidenti.

Il sistema di gioco non sempre lo esalta, ma questo non basta a giustificare una continuità che tarda ad arrivare. Le ultime giornate di campionato rappresenteranno così una sorta di prova decisiva. La Fiorentina vuole capire se può davvero costruire il proprio futuro attorno a lui oppure se sarà necessario fare valutazioni diverse.

Senza un cambio di passo netto, l’ipotesi di una cessione non può essere esclusa, soprattutto in presenza di offerte adeguate. Il talento non è in discussione, ma ora servono certezze. Perché a Firenze, più dei numeri, conta la capacità di incidere davvero. E il tempo per convincere, ormai, non è infinito.