La svolta

Milan: dopo Amorim assalto a Krosche

Cardinale accelera: dopo il nuovo allenatore è in arrivo anche l'"Head of Football" dall'Eintracht Francoforte

Milan: dopo Amorim assalto a Krosche

L’accordo non è ancora stato formalizzato, ma tutto lascia pensare che Markus Krosche sarà il prossimo “Head of Football” del Milan. Dopo il “no” di Ralf Rangnick, la dirigenza rossonera avrebbe individuato nel dirigente tedesco il profilo ideale per avviare un nuovo ciclo. La scelta, condivisa da Cardinale e Ibrahimovic, punta a costruire una struttura sportiva solida e una squadra in grado di riscattare le amarezze dell’ultima stagione.

Classe 1980, Krosche arriverebbe da Francoforte e potrebbe non essere l’unico innesto nell’area sportiva milanista. Con lui, infatti, potrebbe approdare anche Timmo Hardung, destinato a ricoprire il ruolo di direttore sportivo del club rossonero.

Prima di affermarsi dietro una scrivania, Krosche ha vissuto una lunga esperienza sul terreno di gioco. Cresciuto nelle giovanili del Werder Brema, si è poi legato profondamente al Paderborn, diventandone una figura simbolo. Proprio nel periodo del ritiro dall’attività agonistica ha guidato anche la seconda squadra del club tedesco, iniziando a maturare competenze manageriali e tecniche.

Terminata la carriera da calciatore, ha lavorato per due anni al Bayer Leverkusen al fianco dell’allenatore Roger Schmidt. Dopo l’esonero del tecnico nel 2017, Krosche è tornato al Paderborn nelle vesti di direttore sportivo, contribuendo in maniera decisiva alla straordinaria scalata del club dalla terza divisione fino alla Bundesliga.

Successivamente è stato chiamato al Lipsia, dove ha preso il posto proprio di Rangnick. Durante la sua permanenza, la squadra ha raggiunto la semifinale di Champions League nel 2021. Conclusa quell’esperienza, ha scelto di intraprendere una nuova sfida all’Eintracht Francoforte, società con cui ha conquistato un’Europa League e ottenuto un prestigioso terzo posto in campionato.

La reputazione di Krosche si è consolidata soprattutto per la capacità di individuare talenti prima della loro definitiva consacrazione. Il dirigente tedesco privilegia l’osservazione diretta e l’intuito rispetto all’utilizzo esclusivo degli algoritmi, puntando spesso su giocatori poco considerati ma dal grande potenziale.

Tra le operazioni più redditizie figurano quelle legate a Kolo Muani e Marmoush, acquistati a parametro zero e successivamente ceduti per 95 e 75 milioni a Psg e Manchester City. Da ricordare anche Ekitike, pagato 30 milioni al Psg e rivenduto al Liverpool per 95, oltre a Pacho, acquistato dall’Anversa per 13 milioni e trasferito ancora al Psg per 40. Un profilo che sembra rispondere perfettamente alle esigenze del Milan e alle aspettative di Cardinale.