Dopo una breve pausa, la Fiorentina è pronta a rimettersi al lavoro al Viola Park con l’obiettivo chiaro: affrontare il Verona e avviare un mese di aprile cruciale per consolidare la salvezza. La squadra di Paolo Vanoli arriva al Bentegodi con la determinazione di chi vuole mettere al sicuro la permanenza in Serie A, approfittando di una fase della stagione in cui la Viola ha mostrato segnali di crescita costante.
Il mese appena trascorso ha confermato che, a parte lo scivolone a Udine, la Fiorentina ha ritrovato ordine e sicurezza, soprattutto in difesa, elemento che era mancato nei primi mesi di campionato e che aveva contribuito a far precipitare la squadra verso la zona calda della classifica.
Dopo aver subito otto reti tra campionato e Conference League in cinque partite a febbraio, la squadra ha dimezzato le reti incassate nei successivi cinque incontri, mostrando un trend incoraggiante rispetto alla fragilità mostrata nella prima parte della stagione.
Il cambio di guida tecnica ha avuto un impatto evidente, a partire dal modulo. Vanoli ha progressivamente ridisegnato la squadra passando da una difesa a tre a una linea a quattro, con il 4-1-4-1 che spesso si trasforma in 4-3-3, restituendo certezze che erano venute meno.
Non è un caso che l’unica partita giocata con la difesa a tre, a causa dello squalificato Dodo e del debuttante Rugani schierato al suo posto, sia coincisa con la sconfitta più pesante della stagione contro l’Udinese: tre gol subiti a conferma della necessità di mantenere il nuovo assetto.
Prima e dopo quel passo falso, la Fiorentina aveva incassato 16 reti in 13 partite, con una media di 1,2 a partita, nettamente inferiore all’1,6 della prima parte di stagione, quando i gol subiti erano stati 28 in 17 gare.
Un ruolo chiave nel nuovo equilibrio difensivo lo hanno avuto anche i centrali Luca Ranieri e Pongracic, con Comuzzo pronto a ritagliarsi spazio in Conference League. Ranieri, pur senza fascia da capitano – passata nel frattempo a De Gea – ha dato stabilità e sicurezza al reparto, diventando una pedina indispensabile per Vanoli.
Il contributo dei terzini e del centrocampo è stato altrettanto determinante: Mandragora, Brescianini e Ndour si sacrificano costantemente per supportare la retroguardia, aiutando a mantenere compattezza e ordine tattico.
Il ritorno della solidità difensiva ha permesso alla Fiorentina di affrontare con maggiore serenità le ultime sfide, trovando equilibrio tra fase offensiva e copertura. La squadra ha saputo crescere anche sul piano mentale, affrontando le difficoltà senza perdere fiducia.
Il percorso di Vanoli, tra piccoli aggiustamenti tattici e valorizzazione dei giocatori più affidabili, ha restituito alla Viola un volto più stabile e sicuro. Ora, il mese di aprile rappresenta la vera prova: mantenere questi livelli sarà fondamentale per raggiungere l’obiettivo minimo della salvezza e, perché no, provare a migliorare ulteriormente la posizione in classifica. La Fiorentina sembra aver trovato una nuova solidità, e ogni partita da qui alla fine della stagione sarà un test per confermare il lavoro svolto finora.