Tredici sconfitte in 27 giornate: numeri che pesano come macigni sulla stagione della Fiorentina. L’ultimo passo falso a Udine certifica una crisi profonda, con i viola incapaci di staccare Cremonese e Lecce e sempre più invischiati nei bassifondi della Serie A.
Scelte tattiche e difesa da record negativo
A sorprendere non è tanto la sconfitta contro l’Udinese, quanto le modalità. Il ritorno alla difesa a tre deciso da Paolo Vanoli, con l’inserimento dal primo minuto di Daniele Rugani, si è rivelato un boomerang.
Il centrale è finito nel mirino in occasione di tutti e tre i gol friulani, ma il problema non è solo individuale: con 54 reti subite, la Fiorentina viaggia verso il peggior dato difensivo della propria storia (il record negativo è 69).
Peggio ancora la produzione offensiva: nei 90 minuti del Bluenergy Stadium la squadra ha faticato a costruire azioni pericolose, spegnendo quei timidi segnali di crescita sulle corsie laterali visti nelle gare precedenti.
Nervosismo e margine d’errore ridotto
In campo si è rivisto anche il nervosismo, con Luca Ranieri tra i più agitati contro arbitro e avversari. Undici partite alla fine, zero punti in una giornata che poteva essere spartiacque e margine d’errore sempre più ridotto.
Prima del match, il dg Alessandro Ferrari aveva ribadito la sua “tabella salvezza”: sette vittorie e otto pareggi nel girone di ritorno. Finora i viola hanno raccolto quattro successi e tre pari in dieci gare. Tradotto: da qui a maggio restano solo tre sconfitte “tollerabili”.
Calendario da brividi
Uno scenario difficile da immaginare, anche alla luce delle avversarie ancora da affrontare: Inter, Roma, Juventus e Atalanta sono solo alcune delle sfide che attendono la Fiorentina.
Meglio allora accantonare i calcoli e pensare partita dopo partita. La prossima contro il Parma ha già il sapore dello spareggio salvezza.