ATP 500 Doha

Sinner riparte da Doha: esordio autoritario e rotta su Alcaraz

Il numero 2 del mondo domina Tomas Machac all’ATP 500 di Doha: servizio devastante e testa libera dopo l’Australian Open

Sinner riparte da Doha: esordio autoritario e rotta su Alcaraz

Dalla neve olimpica al cemento del Qatar. Mentre l’Italia festeggia le medaglie invernali, Jannik Sinner torna a prendersi la scena nel suo habitat naturale: il campo da tennis. All’ATP 500 di Doha, torneo che lo scorso anno aveva solo sfiorato prima dello stop legato all’accordo con la WADA, l’altoatesino ha esordito con un messaggio chiaro al circuito.

Contro il ceco Tomas Machac, numero 31 del ranking, è arrivata una vittoria netta: 6-1 6-4 in un’ora e dieci minuti. Nessuna esitazione, nessuna ombra di terzo set. Solo solidità e controllo.

Nel box, al suo fianco, coach Simone Vagnozzi, il preparatore Umberto Ferrara e l’osteopata Andrea Cipolla. Presente anche Laila Hasanovic, arrivata a sostenerlo dopo gli impegni in passerella.

Servizio e aggressività: segnali forti

Alla vigilia Sinner aveva accusato un leggero fastidio al ginocchio sinistro, lo stesso che lo aveva accompagnato in Australia prima della sfida con Ben Shelton. In campo, però, nessun segnale di difficoltà.

I numeri al servizio parlano da soli:

  • 7 ace

  • 69% di prime in campo

  • 86% di punti vinti con la prima

  • 85% con la seconda

Un rendimento quasi impeccabile, frutto del lavoro specifico svolto nelle ultime settimane. Non solo potenza, ma anche variazioni e discese a rete, segno di un gioco in evoluzione.

Il primo set è volato via con due break immediati; nel secondo, più equilibrato, Sinner ha piazzato l’allungo decisivo nel quinto game, chiudendo al quinto match point con un ace.

«Giocare con tanto vento non è stato semplice, ma sono contento del servizio e dell’aspetto tattico», ha spiegato nel post-partita. Ora lo attende Alexei Popyrin, avversario insidioso e dotato di un servizio potente.

Testa libera dopo Djokovic

La semifinale persa contro Novak Djokovic all’Australian Open non ha lasciato scorie. Sinner ha metabolizzato la delusione con maturità: «Non si può sempre vincere. È stata un’occasione per imparare».

Il lavoro è ripartito subito, con l’obiettivo di limare dettagli tecnici e mentali. Anche la scelta di arrivare a Doha con una settimana d’anticipo, per allenarsi al caldo dopo il freddo di Monaco, racconta la cura maniacale nella preparazione.

Obiettivo finale: Alcaraz dall’altra parte

Dall’altro lato del tabellone c’è Carlos Alcaraz, impegnato contro Arthur Rinderknech. Lo spagnolo arriva dal trionfo australiano che gli ha regalato il Career Grand Slam e non nasconde le ambizioni.

Prima di Doha si è concesso una parentesi in Bahrain per i test di Formula 1, incontrando il suo idolo Fernando Alonso e dedicandosi ai kart. Sinner, invece, si è rilassato giocando a golf. Modi diversi di preparare la sfida che tutti aspettano.

«Ci siamo fissati alcuni obiettivi per questo torneo. Voglio sviluppare il mio gioco e iniziare a farlo da qui», ha detto il numero 2 del mondo.

Il primo passo è stato deciso. La rotta è tracciata: a Doha Sinner vuole arrivare fino in fondo.