Anche le leggende, ogni tanto, si concedono un gioco mentale. Roger Federer lo ha ammesso senza esitazioni alla vigilia dell’evento di lancio degli Australian Open 2026, che sabato lo vedrà protagonista a Melbourne nella “Sfida dei numeri 1 al mondo”: immaginare come sarebbe stato affrontare Jannik Sinner non è più solo un esercizio teorico.
Il momento è arrivato a Wimbledon, durante l’ottavo di finale tra Sinner e Grigor Dimitrov, interrotto dall’infortunio del bulgaro quando era avanti di due set. «Ero seduto in tribuna e ho iniziato a pensare a come avrei giocato contro Jannik», ha raccontato Federer. «Grigor ha uno stile molto simile al mio, e quella è stata una delle prime volte in cui ho davvero immaginato la sfida».
Una sensazione diversa rispetto ad altre occasioni. «Non mi è successo guardando Sinner contro Djokovic a Shanghai: lì stavo semplicemente ammirando un grande tennis, perché entrambi giocano in modo molto diverso dal mio». Se c’è un giocatore in cui Federer si riconosce maggiormente, quello è Carlos Alcaraz. «Mi sento più vicino alla sua mentalità: il modo in cui usa il drop shot, come va a rete, come alterna difesa e attacco. Entrambi amiamo giocare a modo nostro. Con Sinner, invece, solo una volta ho pensato: ora capisco come probabilmente giocherei contro Jannik».
Il record di Carlos
Le parole di Federer arrivano mentre cresce il dibattito su un possibile futuro di Alcaraz senza Juan Carlos Ferrero, storico allenatore dello spagnolo. Qualcuno sogna addirittura Federer come coach ideale, ma lo svizzero frena subito: «Allenatore? Mai dire mai, ma ora sono molto impegnato: ho quattro figli».
Federer si limita a definire «pazzesca» l’ipotesi che Alcaraz possa completare il Grande Slam in carriera già agli Australian Open, a soli 22 anni. «Sarebbe qualcosa di straordinario per il tennis. Alla sua età è già incredibile essere in questa posizione. Spero davvero che ce la faccia». Il record resta quello di Rafael Nadal, che completò il Grande Slam in carriera a 24 anni. Finora Alcaraz non è mai andato oltre i quarti a Melbourne.
Il duello
Inevitabile, poi, soffermarsi sulla rivalità che sta segnando una nuova era. Federer definisce «straordinario» il confronto tra Sinner e Alcaraz: «Giocano un tennis incredibilmente bello. Sono naturalmente i favoriti, ma tutto è possibile». Il ricordo va alla finale del Roland Garros dello scorso anno: «Per un momento il mondo dello sport si è fermato. È stata una delle partite più grandi di sempre».
Per Federer, oggi, non ci sono veri rivali in grado di scalfirli con continuità. «Tutti cercano di restare al passo, ma loro continuano a spingersi sempre oltre. Ci aspetta ancora tanto spettacolo».
Lo sguardo, infine, si allunga sul futuro e su Joao Fonseca. «Spero non pensi di essere il terzo dietro Carlos e Jannik, ma di poter diventare il migliore. La sua potenza è ciò che lo rende unico. Ha un’aura speciale e sembra un ragazzo molto simpatico». Un paragone che sorprende: «In un certo senso mi ricorda me stesso. Deve imparare quando cambiare ritmo. Quando lo capirà, il cielo sarà il suo unico limite».