Vittoria con il brivido

Darderi, vittoria contro Garin con l’incubo mal di pancia

Luciano Darderi è riuscito ad aver la meglio sull'amico cileno Garin non senza però il malessere allo stomaco che stava per fermarlo.

Darderi, vittoria contro Garin con l’incubo mal di pancia

Una vittoria sofferta, sudata e per certi versi surreale, ma proprio per questo ancora più significativa. Luciano Darderi supera il primo turno in un match che sembrava ormai chiuso e che invece, all’improvviso, ha rischiato di trasformarsi in un incubo. Avanti di due set e con match point a disposizione, l’azzurro ha dovuto fare i conti anche con un imprevisto fisico che ha complicato enormemente il finale di partita, riportando alla mente quel “morbo di Cobolli” che tanto aveva fatto discutere in passato.

Nel momento più delicato dell’incontro, sul 5-4 del terzo set, Darderi ha avvertito un malessere improvviso che ne ha minato lucidità e concentrazione. Un passaggio a vuoto che ha rischiato di ribaltare completamente l’inerzia del match e di vanificare quanto di buono fatto fino a quel momento. A raccontare l’episodio è stato lo stesso giocatore, con sincerità e un pizzico di ironia, chiamando in causa anche una figura a lui carissima. “Guardavo il cielo e dicevo: ‘Perché proprio a me? Perché proprio adesso?’”.

Un pensiero rivolto idealmente a nonna Elisa, il cui nome Darderi porta tatuato sul braccio e che ringrazia a fine partita, come se da lassù potesse dargli una mano nei momenti più complicati. Alla base di tutto, una leggerezza che stava per costargli carissima. “Prima della partita ho preso una medicina per un dolore a un piede, ma non ho preso nessun gastroprotettore. Così tra il caldo e lo stress… ho iniziato ad avere mal di pancia”. Un problema fisico che, nel tennis, può diventare una vera e propria trappola mentale.

A rendere la situazione ancora più complicata è intervenuto il regolamento, che consente l’accesso ai servizi solo durante il cambio di campo. Un limite che Darderi ha pagato a caro prezzo. “Sì ma in un minuto non sono riuscito a… completare le operazioni, quindi una volta tornato in campo avevo ancora mal di pancia. Pensavo davvero che non ce l’avrei fatta se la partita si fosse allungata”. Una condizione che ha inciso sul rendimento e che ha aperto uno spiraglio a Garin, pronto ad approfittarne.

Il colpo di scena finale è arrivato grazie a un medical time out chiamato proprio dal tennista cileno per una vescica. Una pausa provvidenziale che ha consentito a Darderi di rientrare in bagno e ritrovare un minimo di normalità prima degli ultimi game. Inevitabile il sorriso quando gli viene chiesto se l’amico lo abbia fatto apposta. “Se lo ha fatto per aiutarmi? Certo che no. Siamo amici, ma quando si gioca, siamo rivali. Domani saremo in campo insieme per il doppio”.

Una vittoria che resta agli atti, ma che racconta molto più di un semplice risultato. Darderi va avanti nel torneo con la consapevolezza di aver superato un ostacolo inatteso, ringraziando il destino, nonna Elisa e anche un pizzico di fortuna. A volte, per vincere, serve molto più del talento.