Non è più solo entusiasmo: è storia. L’Italia di Milano Cortina 2026 vola oltre ogni limite, abbatte record e si prende la scena mondiale degli Olimpiadi Invernali. A sette giorni dalla chiusura dei Giochi, gli azzurri hanno già superato il miglior bottino di sempre: le 20 medaglie conquistate a Lillehammer 1994 Winter Olympics sono ormai alle spalle.
Il nuovo totale dice 22 medaglie: 8 ori, 4 argenti e 10 bronzi. E anche il numero degli ori è primato assoluto: mai così tanti nella storia azzurra.
Una domenica da sogno: quattro podi in due ore
In poco più di 120 minuti l’Italia ha cambiato volto al medagliere:
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Bronzo nella staffetta maschile di sci di fondo con Ganz, Barp, Carollo e Federico Pellegrino (19ª medaglia).
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Oro di Federica Brignone nel gigante dello sci alpino (20ª, record eguagliato).
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Argento per Lorenzo Sommariva e Michela Moioli nello snowboard cross a squadre miste (21ª).
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Oro di Lisa Vittozzi nell’inseguimento femminile di biathlon (22ª), primo storico successo azzurro nella specialità.
Un’ondata di emozioni che ha riscritto le statistiche.
I numeri: confronto con Lillehammer
È vero, i titoli assegnati nel 1994 furono 61 contro i 116 di Milano Cortina. Anche gli atleti sono quasi raddoppiati (da 1700 a oltre 2900) e le nazioni a podio sono già 25 contro le 22 di allora.
Ma il dato che impressiona è un altro: la diffusione delle medaglie.
A Lillehammer l’Italia salì sul podio in cinque sport. Oggi siamo già a nove discipline diverse, altro record:
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Sci alpino (5)
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Slittino (4)
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Snowboard (3)
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Pattinaggio pista lunga (3)
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Biathlon (2)
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Short track (2)
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Sci di fondo (1)
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Pattinaggio di figura (1)
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Curling (1)
Gli sport del ghiaccio sotto l’egida Federazione Italiana Sport del Ghiaccio sfiorano l’en plein: quattro discipline su cinque a medaglia. Manca solo l’hockey, ma la Nazionale femminile ai quarti vale quasi come un podio.
Portabandiera vincenti e sogni d’oro
C’è un simbolo che racconta meglio di ogni numero questa Olimpiade: tutti e quattro i portabandiera – Pellegrino, Arianna Fontana, Stefania Constantini (qui nel ruolo condiviso con Mosaner) e Brignone – sono andati a medaglia.
E non è finita. Quota 30 sembra un sogno ambizioso, ma non impossibile vista l’inerzia e le carte ancora da giocare. Serve qualcosa in più dal settore maschile, soprattutto negli ori individuali: l’ultimo risale allo slalom di Giuliano Razzoli a Vancouver 2010 Winter Olympics.
Intanto, però, l’Italia si gode un’Olimpiade senza precedenti. Milano Cortina 2026 non è solo un evento sportivo: è il manifesto di un movimento che ha imparato a vincere ovunque, su neve e ghiaccio, contro le grandi potenze mondiali. E il bello potrebbe non essere ancora finito.