Il legame tra Kenan Yildiz e la Juventus nasce da un incrocio di mercato tutt’altro che casuale, figlio di dinamiche sottili e di equilibri non sempre rispettati tra grandi club. Nell’estate del 2022 il Bayern Monaco decise di muoversi con decisione su Manuel Pisano, giovane attaccante classe 2006 già seguito dalle Nazionali giovanili italiane e in scadenza con la Juve.
L’operazione, suggerita anche da Simone Pepe – ex bianconero e oggi agente – venne impostata in un momento in cui i rapporti tra i due club erano freschi dopo l’affare De Ligt. In ambienti di questo livello, però, certe mosse vengono lette come sgarbi, e a Torino non tardarono a rispondere.
La reazione prese forma grazie al lavoro dello scouting guidato allora da Matteo Tognozzi, che mise sul tavolo il profilo di un talento del 2005 cresciuto nel vivaio del Bayern e legato ad Adidas fin da bambino. Quel ragazzo era Kenan Yildiz.
Da lì le strade dei due giovani hanno preso direzioni opposte: Pisano oggi è al Como e cerca spazio tra Primavera e possibili sviluppi in Serie C, mentre Yildiz è diventato uno dei simboli della prima squadra juventina, dopo un passaggio iniziale in Next Gen.
Il presente racconta di un giocatore centrale nei piani tecnici, ma il futuro è ancora tutto da definire. La gestione del dossier Yildiz sarà una delle prime questioni sul tavolo del nuovo direttore sportivo Marco Ottolini, che conosce bene il numero 10 avendo partecipato al suo arrivo a Torino. Il punto, ora, è trattenerlo, e non basta parlare di cifre. Tra Yildiz e la Juve c’è sempre stata sintonia, un patto mai incrinato, ma servono certezze.
Il turco chiede soprattutto chiarezza sul progetto. Non a caso la trattativa per il rinnovo è in pausa da settimane e ogni discorso è stato rinviato alla primavera. Un anno e mezzo fa Kenan aveva accettato un contratto “ponte” da 1,7 milioni pur di indossare la maglia numero 10, ispirandosi al suo idolo Del Piero.
Oggi i parametri sono cambiati: il riferimento è il nuovo tetto salariale fissato dopo l’accordo con David da 6 milioni a stagione. La Juve ha già messo sul piatto una proposta tra i 4 e i 5 milioni più bonus, riconoscendone lo status di stella emergente. La distanza economica è ridotta, circa un milione, ma non è questo il vero nodo.
Il tema principale resta l’ambizione sportiva. Yildiz vuole essere il volto della Juve che torna a vincere, in Italia e in Europa. Le riflessioni si sono intensificate nel periodo dell’esonero di Tudor, arrivato in un momento di risultati negativi e incertezza Champions.
La successiva svolta con Spalletti ha migliorato classifica e percezione, ma non ha ancora sciolto tutti i dubbi. Il club punta a blindarlo allungando la scadenza oltre il 2029 per distribuire il peso dell’ingaggio, mentre dall’esterno non mancano attenzioni pesanti: Real Madrid e top club inglesi osservano pronti ad approfittare di eventuali spiragli. Yildiz, però, a Torino sta bene e il dialogo resta aperto. Il momento decisivo arriverà più avanti, probabilmente attorno al 4 maggio, quando compirà 21 anni: una data simbolica, perché segnerà il passaggio definitivo da promessa a certezza.