L'arbitro

Bosnia-Italia, sarà il francese Turpin ad arbitrare

Il nome del francese Turpin riporta alla mente amarezza: la sconfitta con la Macedonia a Palermo, costata l’esclusione dal Mondiale in Qatar.

Bosnia-Italia, sarà il francese Turpin ad arbitrare

Per una sfida che vale un Mondiale serve un arbitro all’altezza, e la scelta è caduta su uno dei profili più esperti del panorama europeo. Sarà infatti Clément Turpin a dirigere la finale playoff per l’accesso a USA 2026, una gara ad altissima tensione che richiede equilibrio, personalità e grande esperienza internazionale. Una designazione che porta con sé numeri impressionanti e una carriera ormai consolidata ai massimi livelli.

Il fischietto francese arriva a questo appuntamento con un bagaglio di 145 partite tra competizioni europee e gare per nazionali, un dato che sfiora il record assoluto e certifica la fiducia che l’Uefa ripone in lui. Non è un caso che Roberto Rosetti e Pierluigi Collina lo considerino una garanzia: i due si sono confrontati proprio nei giorni scorsi in Versilia, durante il seminario Uefa dedicato agli arbitri preselezionati per il prossimo Mondiale. Turpin faceva parte del primo gruppo di lavoro insieme ad altri direttori di gara di primo piano come Oliver e Vincic, anch’essi designati per partite decisive.

Il curriculum del francese parla da solo. Con 61 presenze in Champions League, detiene già un primato significativo, a cui si aggiungono 27 gare in Europa League e 3 in Conference, oltre a 54 partite con le nazionali tra Europei e Mondiali. A quasi 44 anni, Turpin si prepara così a raggiungere il terzo Mondiale in carriera, eguagliando il numero di Europei diretti. Numeri che raccontano la continuità e l’affidabilità di un arbitro capace di rimanere ai vertici per anni.

Dal punto di vista tecnico, Turpin è considerato un direttore di gara equilibrato, più incline alla gestione che all’intervento. Un profilo ideale per una partita delicata, soprattutto se confrontato con altri candidati come Kovacs, noto per uno stile più severo e incline a decisioni drastiche anche nei primi minuti. In un contesto caldo come quello del Bilino Polje, la scelta di un arbitro “gestore” appare tutt’altro che casuale.

Non mancano però episodi controversi nella sua carriera. Nel 2025, dopo Atletico Madrid-Roma, Claudio Ranieri lo criticò apertamente per l’espulsione di Hummels dopo appena undici minuti per un fallo a quaranta metri dalla porta.

Una decisione che fece discutere e che portò il tecnico giallorosso a definirlo un arbitro “casalingo”, supportando la sua tesi con alcune statistiche. Un’eccezione in un percorso generalmente lineare, ma che dimostra come anche i profili più affidabili possano finire sotto i riflettori.

Turpin resta comunque uno dei tre arbitri di riferimento a livello Uefa insieme allo sloveno Vincic e al polacco Marciniak, quest’ultimo alle prese con un problema fisico che non dovrebbe comunque impedirgli di essere presente al Mondiale. Per l’Italia, il nome del francese riporta alla mente anche un precedente amaro: la sconfitta contro la Macedonia a Palermo, costata l’esclusione dal Mondiale in Qatar.