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Inter: Thuram, che succede? Viaggio nell’involuzione del francese

Marcus Thuram appare la copia sbiadita dell'attaccante totale che abbiamo visto nella nostra serie A in coppia con Lautaro Martinez.

Inter: Thuram, che succede? Viaggio nell’involuzione del francese

Dov’è finito Marcus Thuram? La domanda rimbalza tra San Siro e i social nerazzurri, perché l’Inter ha bisogno del suo numero 9 e invece si ritrova a fare i conti con una versione sbiadita dell’attaccante francese. Impreciso sotto porta, meno brillante negli strappi, poco incisivo nei momenti chiave: un’involuzione che pesa, soprattutto ora che l’attacco deve fare a meno di Lautaro Martinez.

E pensare che l’impatto del figlio d’arte, primogenito di Lilian, era stato devastante. Arrivato a parametro zero nel giugno 2023 dal Borussia Mönchengladbach, Thuram aveva immediatamente creato un’intesa quasi telepatica con il Toro argentino. Movimenti complementari, assist reciproci, una naturalezza sotto porta da centravanti consumato.

La prima stagione in nerazzurro si era chiusa con 13 gol in campionato, altrettanti assist, più una rete in Champions League e una in Supercoppa Italiana. Numeri importanti, preludio a un secondo anno ancora più prolifico: 14 centri in Serie A e tre squilli europei nella competizione più prestigiosa. Una crescita costante, da attaccante totale.

L’inizio dell’annata in corso sembrava confermare la tendenza. Undici reti nella prima parte di stagione, con una doppietta all’Ajax nella gara d’esordio della fase a campionato di Champions a certificare uno stato di grazia.

Poi, improvvisamente, qualcosa si è inceppato. In Europa il digiuno si è allungato fino alla sfida con il Bodo/Glimt: 577 minuti complessivi senza trovare la via della rete, un’eternità per un attaccante che aveva abituato tutti a ben altro ritmo.

Anche in Serie A il copione non cambia. Sette gol complessivi, ma dopo l’infortunio al bicipite femorale che lo ha tenuto fuori un mese, la produzione si è drasticamente ridotta.

Dal 7 gennaio, giorno della rete al Parma, Thuram ha messo insieme 713 minuti con una sola esultanza, quella sul campo del Sassuolo. Troppo poco per chi dovrebbe trascinare l’Inter nel momento decisivo della stagione.

Senza Lautaro Martinez, tocca a lui sostenere il peso dell’attacco e fare da riferimento anche per il giovane Pio Esposito. Servono le sue sponde, le sue accelerazioni, la capacità di aprire spazi e, soprattutto, i suoi gol. L’Inter è ancora padrona del proprio destino in campionato e sogna l’accoppiata con la Coppa Italia, ma per chiudere i conti ha bisogno della versione migliore di Tikus.

Ritrovare il sorriso e la leggerezza sarà il primo passo. Perché se l’Inter vuole blindare lo scudetto, non può prescindere dal suo centravanti. E Thuram, adesso, è chiamato a rispondere presente.