Una novità sorprendente e decisamente clamorosa accende l’attesa per la super sfida tra Juventus e Roma: Arkadiusz Milik è finalmente pronto a rivedere il campo. L’attaccante polacco, assente da quasi diciotto mesi per una lunga sequenza di problemi fisici, è vicino al rientro tra i giocatori a disposizione. Luciano Spalletti ha scelto di fare il primo passo decisivo: secondo quanto riportato da Tuttosport, il centravanti sarà inserito nell’elenco dei convocati per la gara di domani contro i giallorossi.
Allenamento completo e fiducia dello staff
Nella giornata di ieri Milik ha preso parte all’intera sessione di allenamento insieme ai compagni, svolgendo tutti gli esercizi a pieno regime sotto la guida del tecnico. Le risposte del ginocchio e della struttura muscolare sono state incoraggianti, tanto da convincere lo staff medico e quello tecnico a concedere l’ok definitivo. La sua eventuale presenza contro la Roma rappresenterebbe soprattutto un segnale simbolico, più che una risorsa immediata sul piano tattico. Spalletti è consapevole che il giocatore non è ancora pronto per reggere l’intera partita e che la forma fisica va ricostruita gradualmente, ma averlo di nuovo in panchina significa ritrovare un’alternativa importante e, soprattutto, lasciarsi alle spalle un periodo complicatissimo per l’infermeria bianconera.
Il lungo calvario di Milik è cominciato nel giugno 2024, quando un serio infortunio al ginocchio con la nazionale polacca lo ha costretto a rinunciare a Euro 2024 e a sottoporsi a un intervento chirurgico. Da lì è iniziata una fase estremamente complicata: una seconda operazione alla stessa articolazione e continui rallentamenti nel percorso di recupero gli hanno impedito di collezionare anche un solo minuto ufficiale, sia nella passata stagione sia in quella in corso. Il momento più amaro è arrivato la scorsa estate: proprio quando il rientro sembrava vicino, un incidente apparentemente banale in palestra gli ha causato una ferita che, da stop di pochi giorni, si è trasformata in un’assenza di altri cinque mesi. Adesso, però, sembra che la fase più difficile sia finalmente alle spalle.