A Istanbul lo aspettano come un simbolo, a Torino lo trattano già come un leader del presente. Kenan Yildiz si prepara a vivere il Derby d’Italia con uno status completamente diverso rispetto a un anno fa: non più soltanto promessa luminosa, ma patrimonio certificato della Juventus.
Il rinnovo di contratto, ricco e proiettato verso cifre da top player, lo proietta tra gli Under 21 più pagati al mondo. Dalla prossima stagione toccherà quota sette milioni a stagione, dietro soltanto a fenomeni come Lamine Yamal, Zaire-Emery, Wirtz e Gavi. Numeri che raccontano la fiducia totale del club e la centralità del turco nel progetto tecnico.
San Siro, però, per Yildiz non è soltanto il palcoscenico del grande salto contrattuale. È il teatro in cui ha già lasciato il segno. Contro l’Inter ha realizzato più reti che contro qualsiasi altra avversaria: tre gol, impreziositi anche da un assist.
Un feeling speciale, nato in quelle serate ad altissima tensione che sembrano esaltarlo. Come l’autunno scorso, quando con una doppietta in undici minuti rimise in piedi una Juventus sotto di due reti, firmando un clamoroso quattro a quattro. O come nel pirotecnico quattro a tre dell’andata di questo campionato, con il momentaneo 2-1 e l’assist a Khephren Thuram per il 3-3.
Questione di talento, certo, ma anche di personalità. Yildiz vive le partite con una generosità fuori dal comune, spesso sacrificandosi in copertura e rincorrendo l’avversario fino alla propria area. Una qualità preziosa per l’equilibrio della squadra, ma che talvolta rischia di togliergli lucidità negli ultimi sedici metri.
Luciano Spalletti, che ha puntato forte su di lui e dovrà a sua volta rinnovare prima della fine della stagione, lavora per “liberare” il suo numero dieci da compiti troppo dispendiosi. L’obiettivo è chiaro: preservarne l’estro, metterlo nelle condizioni di incidere dove può fare più male.
Sabato sera sarà il suo primo vero appuntamento di gala con il peso di un contratto da top cinque mondiale tra i ventenni. A San Siro, per ingaggio, soltanto Lautaro Martinez lo precederà: sette milioni il turco, nove l’argentino. Un dettaglio che fotografa la nuova dimensione del talento bianconero.
Finora contro i nerazzurri ha giocato quattro partite, due da titolare, segnando tre reti e servendo un assist. Numeri da bomber aggiunto, non da semplice trequartista. Quando vede l’Inter, Yildiz cambia marcia. E mentre in Turchia i più piccoli fanno la fila per la sua maglia, lui si prepara a prendersi anche Milano. Da predestinato, sì. Ma ormai anche da grande.