Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Lecce (domani, ore 18). Ecco le sue dichiarazioni.
Come ha visto la squadra in questi giorni? Che partita si aspetta?
“I calciatori hanno lavorato bene, nonostante il disturbo di queste festività. Io li ho visti arrivare al campo determinati a sviluppare bene quello che bisogna fare. Si è parlato anche dell’anno nuovo cche quello che si fa i primi giorni dell’anno poi si ripete. C’è un detto dalle mie parti che dice: ‘quello che fai al primo dell’anno lo fai poi tutto l’anno’. Per cui io ho chiesto in maniera particolare di sviluppare bene questi allenamenti. E poi si è anche detto che ogni giorno si mette in palio un piccolo premio che è visibile o non visibile bisogna impegnarsi per portare a casa un piccolo premio. Perché poi la somma di questi piccoli premi è quello che ti fa arrivare fino in fondo al risultato. Per cui mi aspetto che diano continuità alla stessa attenzione che hanno messo nelle partite precedenti. Magari andando a prendere sempre qualcosa di nuovo che ci possa dare ancora più forza perché nel calcio moderno funziona così. Sono loro i protagonisti, sono loro che devono poi andare a scavare, scoprire le situazioni nuove e andare a trovare delle azioni nuove fuori da quello che è il preordinato. La partita non è facile perché io il Lecce lo conosco bene. Conosco molte persone nel Lecce tra cui Di Francesco perché ci ho lavorato insieme quando ero alla Roma, ci ho giocato contro, siamo amici di lunga data. È un allenatore modernissimo da un punto di vista di insegnamenti ha sempre fatto di un calcio molto propositivo. Il suo target e il suo marchio è quello lì per cui sarà una partita aperta, perché ti vengono a pressare. Una linea difensiva che lavora con quello che il resto della squadra e hanno fatto delle buonissime partite in questo campionato. Quindi sarà una partita difficile e ci sarà bisogno di tutta la nostra forza”.
Come si preparano così tanti partite?
“Non è facile preparare le partite con le tempistiche così ravvicinate, ma io ho la fortuna di aver trovato delle persone alla Juventus che sanno lavorare. Poi attraverso a questo collaborazione possiamo lavorare su più fronti e preparare le partite. È chiaro che con queste partite qualche muscolo andrà in sofferenza e abbiamo bisogno di tutti”.
Come ha visto Elimoghale? Ha mai pensato di convocarlo?
“È uno che ha delle caratteristiche che lascia intravedere che nel futuro può avere un’evoluzione importante. Però poi bisogna aiutarlo a crescere nella maniera giusta, bisogna dargli la possibilità di fare delle conoscenze con dei tempi corretti. Ha questa frequenza, ha questa leggerezza nell’andare a puntare l’uomo. Ha bisogno di strutturarsi da un punto di vista fisico e l’ho fatto venire qualche volta ad allenarsi con noi, perché portiamo gente di continuo e dentro c’è anche lui. Per quanto riguarda le convocazioni, dipende da questi ragazzi cosa ci fanno vedere quando vengono ad allenarsi a questo livello di calcio, è nel confronto che poi si ha l’idea o si ha la possibilità di essere convocato oppure no”.
È contento di questi primi mesi alla Juve?
“Io sono soddisfatto perchè ho sempre visto i calciatori andare a cercare cose nuove. I protagonisti sono loro e in questo calcio moderno loro devono andare a trovare la posizione per non sentirsi ingabbiati e devono trovare le cose veloce in mezzo al campo. Sono contento della loro voglia di andare a scoprire cose nuove. Questa curiosità mi rende soddisfatto, perchè abbiamo dei margine per migliorare e fare qualcosa di più, anzi se non riuscissimo a farlo dobbiamo essere consapevoli di aver sprecato delle potenzialità. Spero che il 2026 sia un anno che possa dare soddisfazione ai nostri tifosi. Noi abbiamo l’urgenza di dare soddisfazioni ai tifosi. Noi dobbiamo impegnarci e cercare di fare il meglio possibile, perchè la nostra tifoseria è una della più numerose al mondo e meritano rispetto e attenzioni”.
“Siccome noi vogliamo andare a prendere la palla, perciò il nostro attaccante deve andare a pressare il portiere e gli chiediamo di correre tanto. Domani giocheranno tutti e due non insieme ma giocheranno. Siccome sono differenti e può darsi possano giocare anche un pezzettino insieme. Noi stiamo lavorando e cerchiamo di dargli qualche notizia che non fanno vedere in allenamento. Io li trovo migliorati sotto tutti i punti di vista. Mi aspetto ancora cose migliori”.
Sul mercato?
“Io sono venuto qua con dei patti. Non mi aspetto niente e sono molto contento dei giocatori a disposizione. Oggi voglio dare il benvenuto a Marco Ottolini, perchè tutti lo conoscono e tutti lo considerano una persona perbene e un professionista top. La Juventus è andata a riprenderselo e del mercato si occuperà tutto lui. Sarà un mercato legato a quello che capiterà e che andrà a completare la rosa, perciò non vado a scatenarlo io. Io sono contento dei giocatori che ho e se capiterà qualcosa a Marco vedremo, ma non ho bisogno di niente”.
Avete parlato del suo rinnovo?
“Io se avevo bisogno di altro o con un contratto di anni lo avrei chiesto quando ho parlato con Comolli. Io sto bene sotto tutti gli aspetti. Qui ho trovato persone estremamente professioniste e rispettose per i ruoli e per quello che dobbiamo fare. Ora abbiamo anche gli stessi obiettivi e vogliamo lavorare per andare in Champions. A giugno faremo le migliori valutazioni in base al lavoro che abbiamo fatto e per il bene della Juventus. A me non manca nulla”.
Che rischi ci sono per la partita di domani?
“I rischi non sono quelli che non riusciamo a fare noi, ma quello che non ci fanno fare gli altri. Noi vorremmo essere sempre bellissimi bravi ed efficienti. Qua c’è un pizzico di presunzione da parte vostra perchè noi proviamo a fare sempre il massimo. L’ultima partita il Como ha battuto il Lecce con un risultato rotondo ma se vai a vedere la partita non c’è tutta questa differenza. Noi proveremo a fare la partita dal primo minuto però dobbiamo vedere anche gli avversari e a volte saremmo costretti ad inseguirli. Il rischio è sempre quello di non farcela ma di mettercela sempre tutto. Noi vogliamo essere belli ma sempre vincenti”.