Il primo impatto è stato già positivo, ma ora è arrivato anche il momento delle parole ufficiali. Manor Solomon si è presentato alla Fiorentina dal palco del Viola Park di Bagno a Ripoli, cogliendo l’occasione per spegnere subito una polemica che aveva accompagnato il suo esordio.
«Non sono qui per parlare di politica o di altro, sono qui per giocare a calcio», ha chiarito l’esterno israeliano, tornando anche sui fischi ricevuti all’Olimpico contro la Lazio. «Non mi hanno sorpreso, succedeva anche in Spagna». Poi il passaggio più netto: «Sono israeliano, ebreo, amo il mio Paese, ma voglio lasciare la politica da parte e concentrarmi solo sul calcio».
Solomon ha raccontato anche le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta viola. «Quando è arrivata l’opportunità e ho visto la classifica ho pensato: “non ci credo che la Fiorentina sia ultima”», ha spiegato. «Poi ho capito che si tratta di un club con una grande storia. È una sfida importante per me: nei prossimi mesi ci aspetta una grande missione».
L’obiettivo è chiaro e dichiarato senza giri di parole: «Sono convinto che riusciremo a restare in Serie A e poi ripartiremo costruendo un bel progetto». Un messaggio di fiducia rivolto all’ambiente e ai tifosi, in un momento delicatissimo della stagione viola.
In chiusura, Solomon ha dedicato un pensiero anche all’Italia, affrontata con la nazionale israeliana nelle qualificazioni ai Mondiali. «È una grandissima squadra e certamente può qualificarsi. Penso spesso a quella partita persa 4-3: l’Italia merita di andare al Mondiale». Parole di rispetto e concentrazione: per Solomon, ora, conta solo il campo.