Paolo Scaroni, presidente del Milan, è intervenuto all’evento “Il Foglio a San Siro“. Ecco le sue dichiarazioni.
Sul nuovo stadio:
“San Siro ora è di proprietà di Milan e Inter e questo è un punto di partenza fondamentale. Abbiamo fatto un passo essenziale. A che punto siamo? Tutto procede in modo ragionevole e abbastanza efficiente. Spero di poter presto presentare il progetto del nuovo stadio. È un’opera molto importante per la nostra città. Siamo vicini a fare una scelta e poi presenteremo il progetto alla cittadinanza. Dobbiamo fare questa scelta in tempi rapidi. Tutto questo avverrà prima dell’estate”.
Sul fare lo stadio con l’Inter:
“Il Milan e l’Inter siamo molto simili, non è che lo stadio che voglio io non lo vuole Marotta. Abbiamo le stesse esigenze. In altre città non esiste questa cosa. Questo è un grande vantaggio per noi visto che abbiamo le stesse esigenze”.
Su Malagò:
“Ha dedicato la sua vita allo sport, ha fatto in modo egregio il presidente del CONI. Ero a Losanna quando ci hanno assegnato giochi olimpici invernali, senza di lui non li avremmo avuti, di questo sono certo. Avere un uomo di sport protagonista di questo cambiamento culturale che dobbiamo fare anche noi è una scelta saggia. Io l’ho votato con assoluta convinzione”.
Sulle proprietà straniere:
“La mia grande fatica come presidente del Milan è tradurre l’Italia a un proprietario americano che si intende di sport. Non è facile spiegare per esempio perché ci mettiamo sei anni a fare uno stadio, ma anche spiegare le nostre procedure burocratiche, i regolamenti di elezione del presidente della FIGC. Spiegare certi meccanismi ad uno straniero non è semplice: la percentuale dei voti, il peso dei voti e così via. È questo l’ingrato compito che spetta a noi che interagiamo con l’azionista. Io ho problema maggiore rispetto a Marotta e cioè che il mio azionista è un esperto di sport e un grande appassionato”.
Sul momento del Milan:
“Non è stata una settimana facile, ma resto fiducioso che raggiungeremo l’unico obiettivo che abbiamo sempre avuto fin dal primo giorno (la Champions League, ndr). Lo scudetto mi piace molto, io sono molto legato allo stadio del Sassuolo dove abbiamo vinto l’ultimo scudetto (seduto accanto a lui c’è l’ad neroverde Carnevali). Io non mi sono mai illuso facendo un po’ di matematica e vedendo anche come giocavano le squadre. La Champions League è un obiettivo importantissimo, compreso il fatto che il Milan non può non fare parte del palcoscenico internazionale”.