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Roma, otto finali per la Champions: a San Siro serve l’impresa

Gasperini si gioca molto contro l’Inter: tra assenze e scelte obbligate, i giallorossi cercano la svolta.

Roma, otto finali per la Champions: a San Siro serve l’impresa

Otto partite per decidere una stagione, a partire dalla più difficile: la sfida di San Siro contro l’Inter. La Roma di Gian Piero Gasperini arriva al crocevia decisivo con un obiettivo chiaro: restare agganciata alla corsa Champions League e rilanciare le proprie ambizioni.

Fare risultato contro la capolista significherebbe molto più di tre punti: darebbe nuova forza alla rincorsa al quarto posto e fiducia a tutto l’ambiente. Al contrario, una sconfitta rischierebbe di complicare seriamente i piani, anche considerando un calendario più favorevole per le dirette concorrenti come Juventus e Como.

Il tecnico giallorosso lo sa bene: questa è la partita che può cambiare tutto. Non a caso, lo stesso Gasperini aveva fissato l’obiettivo senza mezzi termini: tornare subito in Champions League. Per farlo, però, servirà una prestazione perfetta, nonostante le difficoltà legate agli infortuni.

L’ultima tegola riguarda Wesley, fermato da un problema muscolare che lo mette seriamente in dubbio. Per sostituirlo, le opzioni sono limitate: Angelino, Rensch o Tsimikas, con quest’ultimo che finora non ha convinto quando chiamato in causa.

Ma i problemi non finiscono qui. Senza Dybala, il peso offensivo ricade sulle spalle di Malen, chiamato a non restare isolato. In questo senso, il possibile rientro di Soulé diventa fondamentale: l’argentino potrebbe dare qualità e supporto tra le linee, aumentando la pericolosità negli ultimi metri.

Accanto a lui, resta centrale il ruolo di Pellegrini, considerato da Gasperini uno dei giocatori più tecnici della rosa. La sua presenza, unita a quella di Soulé, potrebbe garantire quella creatività necessaria per mettere in difficoltà la difesa nerazzurra.

La sfida contro l’Inter non è solo una partita: è uno spartiacque. Vincere vorrebbe dire riaprire tutto, perdere significherebbe avvicinarsi pericolosamente all’addio ai sogni europei. Per la Roma, è davvero una delle otto finali. E forse la più importante.