Milan

Rabiot, sospiro di sollievo per il Milan: il ginocchio non preoccupa

Dalla paura dopo le parole di Deschamps alle buone notizie da Milanello: il francese resta il perno del centrocampo rossonero

Rabiot, sospiro di sollievo per il Milan: il ginocchio non preoccupa

Un brivido lungo la schiena del mondo rossonero, poi il sollievo: quando Didier Deschamps ha accostato Adrien Rabiot alle parole “ginocchio” e “colpo”, l’allarme in casa Milan è scattato immediatamente. Tifosi, staff tecnico e medici di Milanello hanno seguito con apprensione l’evolversi della situazione, temendo uno stop pesante per uno degli uomini chiave della stagione.

Col passare delle ore, però, il quadro è apparso sempre più rassicurante. Il problema al ginocchio si è rivelato meno grave del previsto: nessun allarme serio, solo la necessità di gestire il giocatore con cautela. Rabiot ha infatti proseguito con allenamenti differenziati per evitare rischi, ma le sensazioni restano positive. Un sospiro di sollievo, anche se qualcuno ha mantenuto un pizzico di prudenza, ricordando precedenti gestioni discutibili durante le soste per le nazionali.

In campo, il centrocampista francese ha confermato ancora una volta il suo valore. Con la Francia ha disputato l’intera amichevole contro il Brasile, risultando tra i migliori, prima di restare a riposo nel match successivo contro la Colombia. Prestazioni che hanno raccolto consensi unanimi anche dalla stampa transalpina, che ne ha esaltato la completezza: tecnica, inserimenti, pressione e intelligenza tattica.

Numeri e rendimento lo rendono imprescindibile per il Milan di Massimiliano Allegri. I dati parlano chiaro: con Rabiot in campo, i rossoneri viaggiano a una media di 2,4 punti a partita, che scende a 1,4 in sua assenza. Una differenza netta che certifica il suo peso specifico all’interno della squadra.

Non è solo una questione di statistiche, ma di equilibrio. In coppia con Luka Modric, il francese rappresenta uno dei pilastri della doppia fase rossonera, contribuendo sia alla costruzione che alla solidità difensiva. E se le pagelle raccontano di una sfida interna ad alto livello (6,7 per Modric, 6,64 per Rabiot), è soprattutto la continuità a impressionare: 24 presenze stagionali, di cui 23 giocate dall’inizio alla fine.

Il legame con Allegri, già forte ai tempi della Juventus, è stato determinante per il suo inserimento immediato. Una sintonia che ha trasformato Rabiot nel vero insostituibile del centrocampo rossonero, anche più di altri nomi illustri.

La sua stagione è il risultato di sliding doors decisive: dall’addio al Marsiglia dopo tensioni interne, fino all’arrivo al Milan maturato dopo un avvio complicato contro la Cremonese. Due momenti chiave che hanno cambiato il destino del giocatore e, in parte, anche quello del club.

Ora, con l’allarme rientrato, i rossoneri possono guardare avanti con maggiore serenità: il loro motore di centrocampo è pronto a tornare protagonista.