Il favorito

Nkunku, un’altra chance: è il favorito per giocare accanto a Pulisic

Christopher Nkunku è il favorito per affiancare l'americano a Napoli: Leao non è al meglio mentre Fullkrug e Gimenez partiranno dalla panchina.

Nkunku, un’altra chance: è il favorito per giocare accanto a Pulisic

C’è un’ombra che accompagna ogni partita del Milan, e non riguarda soltanto il rendimento dell’attacco. È quella, ingombrante, di Rasmus Højlund, il nome che continua a tornare nei discorsi ogni volta che i rossoneri faticano a segnare. Un confronto inevitabile, soprattutto per Christopher Nkunku, chiamato a convivere con paragoni scomodi sin dal suo arrivo. Bastano pochi minuti senza incidere perché riemergano i dubbi: e se il Milan avesse scelto diversamente?

La storia dell’estate è nota. Il club rossonero ha valutato a lungo l’attaccante danese, arrivando vicino a un’intesa che però non si è mai concretizzata. Il nodo principale era la formula: Højlund non voleva trasferirsi in prestito, mentre il Milan non era convinto di impegnarsi subito per una cifra così alta. A inserirsi con decisione è stato il Napoli, più rapido e determinato nel chiudere l’operazione. Da lì in poi, il resto è diventato terreno fertile per rimpianti e ricostruzioni.

In panchina, Massimiliano Allegri non ha mai alimentato ufficialmente il dibattito, ma è difficile pensare che il tema non sia stato almeno sfiorato. Anche perché il rendimento offensivo del Milan continua a essere altalenante, e la sensazione è che manchi ancora un riferimento stabile. A Napoli, nella sfida del Maradona, i rossoneri si presenteranno con un reparto avanzato ricco di opzioni ma povero di certezze.

Christian Pulisic resta l’unico punto fermo, mentre Rafael Leão non è al meglio e potrebbe partire dalla panchina. Questo apre scenari interessanti proprio per Nkunku, che ha davanti a sé un’occasione importante per cambiare la percezione attorno al suo nome. Una prestazione convincente contro il Napoli potrebbe ribaltare le gerarchie e, soprattutto, zittire i confronti con Højlund.

Il francese, però, deve fare i conti con un dato che pesa: l’ultimo gol in campionato risale a inizio febbraio. Un digiuno lungo, che contrasta con numeri complessivi tutt’altro che negativi. Cinque reti in poco più di mille minuti raccontano di una media realizzativa interessante, persino migliore di quella del centravanti danese. Il problema, semmai, è la continuità. Nkunku ha alternato presenze da titolare a ingressi dalla panchina, senza mai trovare una collocazione stabile nel sistema di gioco.

Quando ha avuto spazio con regolarità, tra novembre e gennaio, la risposta è stata immediata: quattro gol in tre partite consecutive, il segnale di un talento che può fare la differenza. Poi, però, il ritorno a un ruolo più marginale ha frenato tutto, riportando in superficie critiche e perplessità. Mancanza di incisività, posizione indefinita, difficoltà a restare dentro la partita: accuse che si sono ripresentate puntuali.

Nel frattempo, anche le scelte della nazionale francese non hanno aiutato. Didier Deschamps ha escluso Nkunku dalle ultime convocazioni, preferendogli altri profili offensivi. Un segnale che rende ancora più urgente una risposta sul campo, magari proprio in una sfida di alto livello come quella del Maradona.

Il problema, in casa Milan, resta comunque più ampio. L’attacco non ha ancora trovato un equilibrio e nessun centravanti è riuscito a imporsi in modo definitivo. Anche Niclas Füllkrug, partito bene, ha perso brillantezza nelle ultime settimane, alimentando dubbi anche in vista del futuro. La società si interroga già sul possibile riscatto, mentre sullo sfondo resta la necessità di intervenire ancora sul mercato.

Ecco perché la sfida di Napoli assume un valore che va oltre i tre punti. Per Nkunku può essere la partita della svolta, quella per liberarsi definitivamente da un confronto ingombrante. Per il Milan, invece, l’ennesimo esame per capire se questa volta la soluzione è davvero già in casa, o se servirà ancora tornare sul mercato per trovare quel centravanti che manca da troppo tempo.