La Serie A continua a mostrare l’abisso tra l’Inter e tutte le inseguitrici, a cominciare dal Milan. I nerazzurri giocano praticamente un campionato a parte: tolte le sconfitte contro Udinese e Juventus, non hanno perso nemmeno un punto contro squadre al di sotto della terza posizione, totalizzando ventuno vittorie consecutive dalla Roma in giù.
Il Milan, invece, paga il prezzo della recente sconfitta contro il Parma, la prima dopo 24 risultati utili consecutivi, e ha lasciato per strada 16 punti contro squadre della parte destra della classifica. La differenza con l’Inter è netta e mostra quanto la rincorsa alla Champions League possa complicarsi.
Dopo la sfida contro la Cremonese, il calendario dei rossoneri propone un ciclo intenso: Inter, Lazio in trasferta, Torino, Napoli al Maradona, Udinese, Verona e Juventus. Un percorso che definirà posizioni e ambizioni, con il rischio di trovarsi a inseguire piuttosto che essere inseguiti.
Il lato positivo per Allegri è che più il livello si alza, più il Milan riesce a portare a casa punti. I problemi, però, restano: efficacia limitata negli ultimi trenta metri, troppi spazi concessi in difesa e una manovra lenta che facilita le avversarie. L’assenza di un centravanti puro come Fullkrug, poco impiegato, limita il riferimento offensivo per centrocampisti e esterni.
Archiviato il discorso scudetto, l’obiettivo resta guardarsi le spalle e assicurarsi la qualificazione alla Champions League, perché squadre come Roma, Como, Atalanta e in futuro anche Napoli e Juventus sono in grande crescita. La volata per le piazze d’onore è appena cominciata: non assegna trofei, ma porta soldi che nessuno può permettersi di perdere.