Per Massimiliano Allegri, questa volta è davvero complicato trovare un lato positivo, anche per chi è abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Non solo per la pesante sconfitta casalinga contro l’Udinese — settima vittoria dei friulani in casa del Milan — ma soprattutto per la sensazione che una stagione possa incrinarsi proprio sul più bello. Un mese fa, dopo il successo nel derby contro l’Inter, il piazzamento in Champions sembrava al sicuro; oggi, invece, torna in discussione.
Da quel momento, i rossoneri hanno rallentato bruscamente: tre sconfitte contro Lazio, Napoli e Udinese, e una sola vittoria, sofferta, contro il Torino lo scorso 21 marzo. Un rendimento che ha riportato indietro le lancette: era dal febbraio 2025 che il Milan non perdeva due partite di fila e addirittura dal febbraio 2021 che non accadeva senza segnare.
A preoccupare sono anche i numeri difensivi. I tre gol subiti a San Siro rappresentano un campanello d’allarme importante: i rossoneri non perdevano con tre reti di scarto in casa dal 5-2 contro il Sassuolo nel gennaio 2023, mentre l’ultimo 0-3 in campionato risaliva al 2021 contro l’Atalanta.
Nel post partita, Allegri ha analizzato con lucidità la prestazione: “Il cambio di modulo non c’entra assolutamente niente, è un momento no della squadra perché abbiamo perso tre delle ultime quattro partite e siamo stati quattro partite senza segnare, questo non va bene. Oggi abbiamo difeso in maniera disordinata, bisogna tornare a essere lucidi perché abbiamo tutte le possibilità per tornare in Champions. Bisogna riportare ordine nella gestione della partita, oggi eravamo troppo lenti nel giro palla, quando l’abbiamo spostata con più pazienza abbiamo avuto anche situazioni buone. L’Udinese è una squadra che quando perdi palla in zona centrale ti può far male“.
I fischi di San Siro non sorprendono l’allenatore: “Fa parte del calcio, quando vinci sei bravo e quando non vinci non lo sei. Oggi è giusto che i tifosi ci abbiano fischiato, anche se la squadra si è impegnata. Ora dobbiamo lavorare per preparare bene la partita di Verona, questa sconfitta deve rappresentare l’opportunità di fare meglio nella prossima. Ci siamo consegnati all’avversario, con questa fretta di fare risultato. Se la squadra può avere avuto un calo mentale dopo aver capito che il sogno scudetto era finito? Quando sei in cima e perdi può esserci un rilassamento, ma la squadra deve reagire perché questa sconfitta ci fa capire che il piazzamento in Champions è a rischio. Leao? Nel primo tempo ha avuto due occasioni importanti da centravanti, quando gli spazi sono stretti diventa difficile saltare l’uomo. Ma non è questione di Rafa o no, bisogna fare cose diverse nella fase offensiva“.