Non sarà una rivoluzione visibile sul campo, ma avrà un peso enorme sul futuro del club. Il Milan è pronto a cambiare pelle a livello societario: nei prossimi giorni, sulla sede rossonera non sventolerà più una sola bandiera. Accanto a quella degli Stati Uniti, simbolo di RedBird e di Gerry Cardinale, comparirà anche quella del Canada, rappresentata da Manulife Comvest, nuovo partner finanziario destinato a prendere il posto di Elliott.
Questione di giorni: il nuovo assetto è imminente
L’operazione è ormai alle battute finali. La sostituzione – per usare un termine calcistico – avverrà a brevissimo: questione di giorni, al massimo una settimana. Salvo intoppi burocratici di lieve entità, già a inizio febbraio il Milan potrà contare su una nuova struttura societaria.
L’accelerazione è emersa dal consiglio di amministrazione di ieri: inizialmente la ristrutturazione era prevista entro il trimestre, quindi entro marzo, ma nelle ultime ore i tempi si sono sensibilmente ridotti. Il nuovo corso potrebbe partire addirittura prima della chiusura del calciomercato o del prossimo impegno sportivo, la trasferta di Bologna del 3 febbraio.
Cambiamenti anche nell’organigramma
Il rinnovamento non si fermerà alla finanza. Come accade in campo, anche in società ci saranno conferme e avvicendamenti. Restano saldi i pilastri dell’attuale gestione: il presidente Paolo Scaroni, l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il Cfo Stefano Cocirio.
A lasciare saranno invece i consiglieri in quota Elliott, che faranno spazio ai rappresentanti di Comvest. La parola chiave sarà continuità, principio condiviso anche dal nuovo partner canadese. D’altronde, i risultati non arrivano solo dal rettangolo verde.
Conti in ordine: il Milan cresce fuori dal campo
Il Milan si presenta all’appuntamento con una solidità rara nel panorama italiano. Il club arriva da tre bilanci consecutivi in attivo:
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+6 milioni nel 2022-23
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+4 milioni nel 2023-24
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+3 milioni nel 2024-25
Un dato che pesa almeno quanto il progetto del nuovo stadio di proprietà. Sotto l’attuale gestione, il Milan ha imparato a muoversi in regime di autosufficienza, con un costante aumento di fatturato e ricavi commerciali.
Il nodo debito e l’uscita di Elliott
Da tempo Cardinale lavorava a una soluzione per estinguere il debito da 489 milioni di euro (più interessi) contratto con Elliott, in scadenza nel 2028. Con l’ingresso di Comvest, il rifinanziamento consentirà di allungare i tempi di restituzione fino al 2031 e di ridurre i tassi di interesse, secondo una formula comune nelle operazioni di private credit.
Si tratta dell’evoluzione di un percorso iniziato nell’estate 2022, quando RedBird acquistò il Milan per una valutazione di 1,2 miliardi di euro: 600 milioni versati subito a Elliott e 550 milioni concessi sotto forma di vendor loan. Nel dicembre 2024 un ulteriore investimento di RedBird aveva già ridotto il debito all’attuale cifra.
Progetto a lungo termine, con la Champions nel mirino
Le nuove scadenze offrono a RedBird e Cardinale un orizzonte più ampio, rafforzando la leadership sul club e dando continuità al progetto. Un dettaglio tutt’altro che secondario mentre la stagione sportiva entra nella fase decisiva.
Allegri ha indicato chiaramente l’obiettivo: ritornare in zona Champions League. La grande Europa non è solo una questione di prestigio, ma anche di entrate strategiche per consolidare ulteriormente il futuro del Milan, dentro e fuori dal campo.