Una serie di risultati altalenanti sta frenando l’ascesa del Milan, che nelle ultime cinque uscite contro squadre di bassa classifica – Cremonese, Pisa, Parma, Torino e Sassuolo – ha incassato ben 10 dei 13 gol totali subiti in campionato. L’impressione, tuttavia, anche dopo il recente pareggio con i neroverdi, non è quella di un problema strutturale in difesa, nonostante le preoccupazioni per le condizioni di Gabbia in vista della Supercoppa. La vera lacuna sembra risiedere, piuttosto, nel reparto offensivo.
Con Leao fermo ai box per un affaticamento e Gimenez indisponibile da oltre un mese e mezzo a causa di un misterioso problema alla caviglia, mister Allegri ha affidato l’attacco a Pulisic e Nkunku. Purtroppo, soprattutto dopo l’uscita dell’americano, il peso offensivo della squadra è parso eccessivamente leggero.
Ai rossoneri manca un vero numero 9, un centravanti puro capace di presidiare l’area di rigore, sfruttare il gioco aereo, fungere da sponda e far salire la squadra. La manovra, in particolare quando il Milan deve impostare il gioco contro avversari chiusi (come accade spesso contro le cosiddette ‘piccole’), risulta troppo prevedibile. I cross dal fondo campo, una soluzione tattica spesso trascurata, rendono più agevole il compito delle difese avversarie. Fino a questo momento, Allegri è stato abile nel mascherare queste carenze, prima reinventando Leao come punta centrale e poi sfruttando la grande duttilità di Pulisic. Ma per competere fino in fondo per lo scudetto, la società a gennaio dovrà necessariamente intervenire sul mercato per regalare al tecnico toscano il profilo d’attaccante ideale, un ruolo che evidentemente Nkunku, pagato 40 milioni in estate, non riesce ancora a ricoprire in modo convincente.
Non si tratta solo di trovare un finalizzatore prolifico. Un uomo d’area permetterebbe di capitalizzare meglio la supremazia territoriale espressa in queste gare, garantendo un maggiore equilibrio alla squadra ed evitando di esporsi pericolosamente alle ripartenze avversarie. Serve un attaccante in grado di dare impatto, specialmente sul piano fisico e nei finali di partita; un profilo alla Giroud, l’ultimo grande numero 9 ad aver calcato i campi di Milanello, o alla Bernardo Corradi, oggi collaboratore di Allegri. Ieri, tra i tifosi a San Siro, c’era persino chi rimpiangeva Luka Jovic. I due punti persi contro il Sassuolo pesano, e senza un rinforzo nel ruolo di centravanti, il rischio è che se ne perdano molti altri, compromettendo la stagione.
Per quanto riguarda i nomi caldi per il mercato invernale, circolano con insistenza due vecchi pallini. Si tratta di Joshua Zirkzee, in uscita dal Manchester United ma ambito anche dalla Roma, e Niclas Fullkrug, che potrebbe lasciare il West Ham in prestito, un giocatore che ha già dimostrato di essere incisivo in spezzoni limitati di gara (sarebbe stato il cambio perfetto per Pulisic contro il Sassuolo). Più tiepide, al momento, le piste argentine che portano a Mateo Pellegrino, per cui il Parma chiede almeno 30 milioni, e Mauro Icardi, la cui candidatura non scalda per via dell’ingaggio elevato e delle precarie condizioni fisiche. Negli ultimi giorni, si è parlato molto anche dell’occasione Gabriel Jesus dall’Arsenal, ma nel pre-partita della gara coi neroverdi, il ds Tare non si è sbilanciato: “Saremo attenti e vedremo, nel caso ci sarà da fare qualcosa che potrà migliorare la situazione di questa squadra lo faremo”, ha promesso.