Le parole

Marotta: “Bastoni? Gogna mediatica che va al di là…”

La giornata di assemblea per la Lega Serie A di oggi è stata l'occasione per sentire le prime dichiarazioni dopo sabato di Giuseppe Marotta.

Marotta: “Bastoni? Gogna mediatica che va al di là…”

Non poteva essere un’assemblea qualunque. La riunione della Lega Serie A, andata in scena oggi con i vertici dei club presenti in via Rosellini, si è trasformata inevitabilmente in un nuovo capitolo del dopo Inter-Juventus. Troppo fresche le polemiche legate alla direzione di Federico La Penna e al caso Bastoni perché tutto scivolasse via senza un confronto, anche solo mediatico.

A prendersi la scena è stato Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter e consigliere di Lega, che a margine dell’incontro ha risposto alle domande dei cronisti tornando con decisione sugli episodi di San Siro. Il dirigente nerazzurro ha difeso Alessandro Bastoni con parole nette: “Bastoni è un patrimonio della Nazionale, non è mai stato protagonista di fatti clamorosi eppure c’è stata una gogna mediatica su di lui che va al di là di quanto successo. Un fatto deprecabile ma ordinario e non straordinario”.

Marotta ha poi allargato il discorso alla gestione arbitrale, riconoscendo l’errore sull’espulsione di Kalulu ma invitando a una lettura più ampia. “La decisione (su Kalulu, ndr) è sbagliata, lo riconosco. Ma ricordo che l’Inter l’anno scorso, con la stessa classe arbitrale di oggi, ha perso lo scudetto per un punto e, a posteriori, è stato riconosciuto che il rigore fischiato contro la Roma a Bisseck era un clamoroso errore. Eppure ci siamo attenuti a quella decisione, siamo intervenuti solo dopo Napoli-Inter per un rigore che ha indirizzato la partita e giudicato errato dagli stessi organi arbitrali”.

Il presidente interista ha voluto anche riaprire una ferita del passato, citando un precedente pesante: “ Voglio ricordare solo un piccolo episodio per chi parla di simulazioni. Juventus-Inter 2021 con arbitro Calvarese e palese simulazione, come fu chiarito dagli organi arbitrali, di Cuadrado (per il contatto con Perisic, ndr). Con quella vittoria la Juve ottenne la qualificazione Champions e la bellezza di 60-70 milioni di euro. Punto”.

Parole che aggiungono ulteriore tensione a un clima già incandescente. Dall’altra parte, Giorgio Chiellini, oggi Director of Football Strategy della Juventus e rappresentante del club in Lega, ha scelto la linea del silenzio. Arrivando all’assemblea non ha risposto alle domande sul derby, limitandosi a confermare che avrebbe salutato Marotta, suo ex dirigente ai tempi della fascia da capitano bianconera.

Ufficialmente l’ordine del giorno prevedeva temi diversi, tra cui la possibile acquisizione del Fantacalcio e alcune riflessioni strutturali sul sistema arbitrale. Sul tavolo restano questioni delicate come l’introduzione del professionismo per gli arbitri, il protocollo Var in caso di secondo cartellino giallo e l’ipotesi di incontri periodici tra direttori di gara, capitani e allenatori per migliorare il dialogo.

Ma è evidente che le scorie di Inter-Juventus continuano a pesare. L’assemblea odierna ha dimostrato che il derby non è finito al novantesimo e che il confronto, tra accuse, memorie e rivendicazioni, si è semplicemente spostato dai corridoi di San Siro ai palazzi del calcio italiano.