Ci sono attese che non fanno rumore, ma pesano come macigni. Quella di Romelu Lukaku è diventata una lunga conta dei giorni: 139 dall’infortunio accusato il 14 agosto in ritiro, quando uno strappo improvviso ha trasformato l’estate in un tunnel senza luce. Da allora, palloni visti da lontano, nostalgia da combattere e un rientro che continua a scivolare in avanti.
La trasferta di Riad e la convocazione sono state poco più di un’illusione, un passaggio tra le nuvole per convincersi che il peggio fosse alle spalle. Ma la realtà è più dura: forzare non è possibile, non è consigliabile. E restare in infermeria, scandendo le ore, è una prova di pazienza tanto fisica quanto mentale.
La diagnosi — lesione di alto grado del retto femorale della coscia sinistra — si è trasformata in un incubo. I mesi trascorsi in Belgio, affidandosi al proprio staff, hanno alimentato una speranza che ora si è affievolita. Per Roma non c’è nulla da fare e San Siro non sarà la notte del ritorno. Con ottimismo serviranno ancora due o tre settimane, ma la prudenza resta obbligatoria: quei muscoli vanno gestiti senza rischi.
Intanto il tempo è passato. Quattro mesi e mezzo, destinati a diventare più di cinque, hanno cancellato quasi un intero girone d’andata e la vetrina della Champions League. A Castel Volturno nessuno vuole sfidare destino e sfortuna con previsioni azzardate.
Lukaku sì, Lukaku no, Lukaku forse: l’assenza di Big Rom complica anche le strategie di gennaio. Il Napoli aveva una priorità a centrocampo, ma Anguissa manda segnali incoraggianti e accelera verso il rientro. Il suo ritorno potrebbe arrivare entro fine mese, con Copenaghen cerchiata in rosso come tappa dal sapore europeo.
In mezzo, Conte può contare su Lobotka, McTominay, Elmas (pronto a reinventarsi) e sul giovane Vergara. Con il rientro di Anguissa e la disponibilità di Gilmour, le rotazioni tornerebbero sufficienti. Ecco perché, in questa nuova dimensione tattica che al tecnico piace e porta risultati, il pensiero si è spostato in attacco: serve un rinforzo per sostenere Hojlund e valutare il futuro di Lucca.
Gennaio significa otto partite ravvicinate, una finestra di mercato da tenere aperta e decisioni rapide da prendere. De Laurentiis, Manna e Conte devono muoversi incastrando esigenze tecniche e opportunità. La Roma ha un Dovbyk (28) in esubero? Ipotesi sul tavolo, ma tutto ruota intorno a una domanda chiave: quando tornerà Lukaku e se, nel frattempo, sarà il caso di rinunciare comunque a Lucca.
Il futuro resta nebuloso. Le voci dalla Turchia, dove Lukaku mantiene un grande appeal, sono discorsi da rimandare all’estate. Ora conta solo l’attualità. La risposta può arrivare soltanto dal campo, o meglio, dal corpo di Big Rom, che ascolta una ferita ancora dolorante e prova a intuire il giorno del ritorno.