Serie A

L’AIA promuove Doveri: il rigore di Ricci non c’è, ecco perché

Valutato positivamente l'arbitraggio del derby

L’AIA promuove Doveri: il rigore di Ricci non c’è, ecco perché

Rocchi e l’AIA difendono l’operato della squadra arbitrale impegnata in Milan-Inter (Doveri in campo, Abisso al VAR e Di Bello AVAR), soprattutto riguardo al mani finale di Ricci, tema che sarà approfondito anche nel consueto appuntamento di “Open VAR”.

Secondo i vertici arbitrali:

1. Ricci corre verso la propria porta senza muovere il braccio in modo da aumentare il volume del corpo e ostacolare Dumfries.
2. Il centrocampista cerca di ritirare il braccio per evitare l’impatto.
3. Il braccio non è fuori sagoma rispetto alla traiettoria del pallone, che senza il tocco avrebbe colpito il fianco di Ricci.

L’episodio ha comunque suscitato dibattito: per il designatore non è rigore, mentre Graziano Cesari la pensa diversamente. Tra i quotidiani sportivi, Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport parlano di “no rigore”, mentre Tuttosport lo definisce dubbio.

I vertici arbitrali respingono anche il paragone con il mani di Bisseck in Inter-Lazio 2-2 dello scorso maggio, decisivo per lo scudetto del Napoli. In quel caso, il pallone arrivava frontalmente e il braccio fuori figura fermava l’azione. In Milan-Inter, invece, Ricci non amplia il volume corporeo e il tocco non interrompe il gioco.

La 28ª giornata ha visto altre proteste, come quella della Roma per il mani di Malinovskyi in Genoa-Roma (arbitro Colombo). La Var room di Lissone, con Mazzoleni e Manganiello, ha valutato l’episodio come se il tocco fosse avvenuto in area, giudicandolo però “non punibile”. L’AIA non condivide la decisione: Malinovskyi tocca il pallone con il braccio destro fuori sagoma e il contatto, anche dopo il rimbalzo sul petto, non annulla la punibilità.

In sintesi, secondo l’AIA, la correttezza delle valutazioni degli arbitri di Milan-Inter è confermata, ma il dibattito resta acceso sia tra esperti che tra tifosi.