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La nuova Fiorentina prende forma: quante soluzioni dal mercato!

Vanoli si ritrova una rosa rinforzata e ricca di alternative: l'obiettivo è tirarsi fuori al più presto dalla zona salvezza.

La nuova Fiorentina prende forma: quante soluzioni dal mercato!

Il gioco della Fiorentina nasce e prende forma lì, in mezzo al campo, nello spazio che unisce difesa e attacco. È un cuore pulsante fatto di certezze e variabili, di geometrie e muscoli. La certezza ha un nome preciso: Nicolò Fagioli, punto fermo della manovra viola, regista e collettore di palloni. Attorno a lui, Paolo Vanoli può ora muoversi con maggiore libertà grazie a un mercato di gennaio che ha ampliato e qualificato la batteria dei centrocampisti.

Nelle ultime settimane la Fiorentina ha ritrovato una certa continuità con il 4-1-4-1, l’abito scelto per restituire solidità e freschezza alla squadra: Fagioli davanti alla difesa, Mandragora e Ndour mezzali nella linea dei quattro. Ma con gli arrivi di Giovanni Fabbian e Marco Brescianini le opzioni si moltiplicano e il centrocampo diventa un vero laboratorio tattico, da adattare di partita in partita.

Più incursioni
La parola chiave resta equilibrio. Un aspetto imprescindibile per una squadra che in Serie A ha già incassato 36 gol, peggio hanno fatto solo Verona, Pisa e Torino. I nuovi innesti dovranno aumentare il peso offensivo senza compromettere la tenuta difensiva.

Un primo assaggio del nuovo assetto si è visto contro il Napoli, quando Vanoli ha schierato dall’inizio Fabbian, Brescianini e Fagioli. Un trio già sperimentato in Coppa Italia contro il Como, ma con Ndour adattato davanti alla difesa: soluzione molto diversa sul piano del bilanciamento. Fagioli, infatti, è un play “doppia C”, costruttore e creatore, mentre Ndour garantisce maggiore fisicità e interdizione.

Fabbian e Brescianini sono stati scelti proprio per questo: sono incursori, centrocampisti capaci di leggere i tempi d’inserimento e riempire l’area. Con loro la Fiorentina assume un atteggiamento più offensivo, sia nel 4-1-4-1 sia nel 4-3-3. Cambia poco il sistema, cambia molto l’interpretazione: serviranno distanze corrette tra i reparti e grande attenzione nelle transizioni, perché il rischio di scoprirsi alle spalle è concreto. Quando le mezzali attaccano lo spazio, toccherà agli esterni stringere e coprire.

Più uomini e più movimento vicino alla porta significano anche più soluzioni per Fagioli, il cervello della Viola, chiamato a trasformare talento e fantasia in punti.

La doppia opzione
Quando giocheranno insieme, uno tra Fabbian e Brescianini — più probabilmente quest’ultimo — dovrà sacrificare qualche inserimento per garantire equilibrio in fase di non possesso. Vanoli potrà comunque alternarli o affiancarli a Mandragora o Ndour, a seconda dell’avversario.

Mandragora resta un jolly prezioso: visione di gioco, tiro da fuori, forza aerea e capacità di dettare i tempi. Negli ultimi anni si è avvicinato sempre di più all’area avversaria: 9 gol complessivi nella scorsa stagione, 6 reti già quest’anno, tutte in campionato. È il miglior marcatore della Fiorentina, davanti a Moise Kean fermo a 5. Fabbian e Brescianini sono entrambi a quota 2, ma Vanoli si aspetta anche da loro gol pesanti, fondamentali per la corsa verso la salvezza.

L’ultimo squillo in casa
Sabato al Franchi arriva il Torino, avanti di 9 punti in classifica e reduce dal successo contro il Lecce. La Fiorentina non vince in casa dal 4 gennaio, 1-0 alla Cremonese deciso in pieno recupero da Kean.

Il laboratorio di Vanoli è ancora aperto, il centrocampo continua a evolversi. Ma la classifica non aspetta: per la Viola è arrivato il momento di trasformare gli esperimenti in risultati.