Marco Tardelli non usa mezzi termini nel commentare la situazione attuale della Juventus e lo fa con la franchezza di chi quella maglia l’ha vissuta da protagonista. «Credo che oggi manchi qualcuno che ami davvero la Juventus», ha dichiarato l’ex centrocampista bianconero, criticando apertamente l’attuale dirigenza del club. Un confronto inevitabile con il passato, in particolare con l’era dell’Avvocato Gianni Agnelli: «Lui non vedeva la Juve come un business, ma come una passione. Gli piaceva stare con i giocatori, vivere il campo. Oggi è tutto business e i proprietari non seguono più la squadra».
Parole pronunciate a margine della presentazione del documentario “Juventus, Primo Amore”, film che celebra i successi del decennio 1975-1985. Tardelli ha toccato anche il tema della proprietà recente: «Non ho mai avuto un grande rapporto con Andrea Agnelli, ma forse oggi lo rimpiango. Amava la Juve, era presente, poteva sbagliare ma c’era. C’era qualcuno con cui parlare». Un riferimento diretto alla gestione attuale: «Adesso non c’è più un italiano, sono arrivati i francesi e, nonostante i disastri, continuano a restare. Io spero che la Juve trovi un vero proprietario».
Durante l’evento è intervenuto anche Zbigniew Boniek, altro simbolo di quella Juventus vincente. «Noi vivevamo un’altra epoca», ha spiegato l’ex attaccante polacco. «Non c’era rivalità interna perché eravamo undici titolari fissi. Ma non può esserci futuro senza passato». Boniek ha poi sottolineato come il calcio sia cambiato: «Una volta c’erano le bandiere, oggi è tutto diverso e bisogna adattarsi».
Infine, con una battuta nostalgica, il confronto tra ieri e oggi: «Quanto finisce tra quella Juve e quella attuale? 1-0 per noi, anche perché abbiamo settant’anni», ha concluso sorridendo.