Il ritorno in campo di Milik, fermo da oltre un anno e mezzo, è diventato il simbolo delle difficoltà della Juventus. Una mossa quasi obbligata per Spalletti, che nel finale contro il Sassuolo ha preferito affidarsi all’esperienza del polacco piuttosto che ai nuovi acquisti.
Mercato sotto accusa: pochi segnali positivi
Le scelte estive non stanno dando le risposte attese. Giocatori come Openda e David faticano a trovare spazio e continuità, mentre altri innesti non hanno inciso.
Fa eccezione Boga, autore di qualche lampo dal suo arrivo, ma il resto del mercato è rimasto ai margini. Anche operazioni come quella di Joao Mario, già girato altrove, o il rendimento nullo di Zhegrova, evidenziano una campagna acquisti poco efficace.
Un quadro che era già emerso con Tudor e che continua anche sotto la gestione di Spalletti.
Classifica ferma: miglioramenti senza svolta
Nonostante i progressi nel gioco e nella crescita individuale, la Juventus non è riuscita a cambiare passo in classifica.
Da quando Spalletti è arrivato, la distanza dal quarto posto è rimasta invariata. Un dato che pesa, soprattutto in un momento in cui la corsa alla Champions League si fa sempre più serrata.
Il pareggio contro il Sassuolo ha complicato ulteriormente la situazione: i bianconeri sono stati agganciati dalla Roma e restano dietro anche al sorprendente Como di Fabregas.
Numeri e paragoni: serve una svolta
I numeri non sorridono: per trovare una Juventus con meno punti dopo 30 giornate bisogna tornare alla stagione 2010-11, chiusa lontano dalle prime posizioni.
Un confronto che alimenta il malcontento dei tifosi, con critiche rivolte a società, allenatore e giocatori.
Eppure, all’interno della Continassa, la linea resta chiara: niente processi, ma compattezza e autocritica.
Fiducia in Spalletti: rinnovo vicino
Nonostante tutto, la dirigenza continua a credere nel progetto tecnico. Comolli e Chiellini sono convinti che l’impatto di Spalletti vada oltre la classifica attuale.
La squadra ha acquisito identità, diversi giocatori sono cresciuti e la media punti dell’allenatore è superiore a quella dei predecessori.
Per questo motivo il rinnovo è ormai vicino: un accordo biennale fino al 2028, segnale chiaro della volontà di costruire un ciclo duraturo.
Obiettivo Champions, tra pressione e speranza
La Juventus resta in piena corsa per la Champions League, ma il margine di errore è ormai ridotto al minimo.
Servirà una svolta immediata per trasformare i segnali positivi in risultati concreti.
Perché il tempo delle attenuanti è finito: ora contano solo i punti.