Il segnale è arrivato in silenzio, direttamente sul telefono. Un messaggio breve, ma carico di significato, che Luciano Spalletti ha apprezzato eccome. Dopo il successo sulla Roma, che ha riportato la Juventus a un solo punto dai giallorossi e dal quarto posto Champions, sono arrivati anche i complimenti di John Elkann, da sempre vicino alla squadra e all’allenatore.
Il rapporto tra Elkann e l’ex ct azzurro è solido e va avanti da tempo, tra contatti diretti e confronti personali. Nell’autunno complicato della Signora, l’ad di Exor ha sostenuto senza esitazioni l’investimento su Spalletti, chiamato il 30 ottobre per sostituire Igor Tudor e rimettere in carreggiata una stagione che rischiava di deragliare tra campionato ed Europa.
I numeri raccontano la svolta
Al di là delle parole, sono i dati a certificare l’impatto di Spalletti. In poco più di 50 giorni, il tecnico ha cambiato ritmo alla Juventus. Dopo 11 partite, lo stesso numero di gare di Tudor prima dell’esonero, il confronto è netto: la Juve del croato viaggiava a 1,27 punti di media, quella attuale vola a 2,18.
Con Tudor erano arrivate 3 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte. Con Spalletti, invece, il bilancio parla di 7 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta, al Maradona contro il Napoli. Migliora anche il rendimento in Serie A: 2 punti di media contro l’1,5 precedente. Una crescita che ha riportato i bianconeri a ridosso della zona Champions.
Calendario favorevole e sogno rimonta
La classifica sorride e il calendario invita all’ottimismo. Nelle prossime cinque giornate la Juventus affronterà Pisa, Lecce, Sassuolo, Cremonese e Cagliari. Prima del ritorno della Champions League – Benfica allo Stadium il 21 gennaio e Monaco il 28 – la squadra ha l’occasione di mettere insieme un filotto da 15 punti e rientrare nel giro scudetto, come nelle intenzioni iniziali di Spalletti.
Stesso modulo, nuova identità
Sul piano tattico, Spalletti non ha stravolto il sistema, ripartendo dal 3-4-2-1 di Tudor. Ma la trasformazione è evidente. Nonostante l’assenza pesante di Vlahovic e l’utilizzo limitato di Bremer, la nuova Juve segna di più, tira di più e difende meglio.
Le statistiche Opta parlano chiaro: 17 gol segnati contro i 15 precedenti, 67 tiri in porta contro 55, percentuale realizzativa in crescita e una fase difensiva più aggressiva, con più contrasti vinti e meno tiri subiti nello specchio.
La Juventus ha cambiato marcia. E i complimenti di Elkann, questa volta, trovano piena conferma nei numeri.