Non è stata solo una vittoria, ma un messaggio. La Juve vista contro il Genoa ha mostrato per lunghi tratti ciò che dovrebbe essere la normalità per un club di questo livello: organizzazione, controllo del gioco e facilità nel creare occasioni.
Per circa un’ora, la squadra di Luciano Spalletti ha dominato, dando l’impressione di avere finalmente trovato equilibrio e identità. Un segnale importante, soprattutto dopo una stagione segnata da troppi alti e bassi, tra le difficoltà con Tudor e qualche inciampo doloroso anche sotto la nuova gestione.
La classifica adesso torna a sorridere: con 57 punti, la Juve vede la Champions League da vicino, approfittando anche del passo falso del Como a Udine. Ma la corsa resta apertissima, con la Roma ancora in scia e un calendario che non ammette errori.
La prossima sfida contro l’Atalanta sarà già decisiva, mentre il Como dovrà vedersela con un’Inter lanciata verso lo scudetto. Per i bianconeri sarà fondamentale mantenere continuità, anche senza uno degli uomini chiave come McKennie, assente per squalifica.
Se c’è un aspetto su cui lavorare, è la tenuta. Dopo un’ottima prima ora, la Juventus è calata, permettendo al Genoa di rientrare in partita, anche grazie alla vivacità di Baldanzi. Un calo che non può essere sottovalutato in vista dei prossimi impegni.
Dal punto di vista tattico, però, la chiave non è il sistema di gioco, ma gli uomini. In difesa, Bremer e Kelly stanno offrendo garanzie totali, risultando decisivi anche in fase offensiva. Sulle fasce, Kalulu e Cambiaso rappresentano risorse preziose per entrambe le fasi.
A centrocampo, la coppia Locatelli–Thuram garantisce equilibrio, mentre McKennie aggiunge dinamismo e imprevedibilità. Sugli esterni, Conceiçao e Yildiz riescono a incidere anche quando non sono al massimo della condizione.
Il vero nodo resta l’attacco. Da David il contributo continua a essere insufficiente, e anche Openda fatica a lasciare il segno. La situazione di Vlahovic, fermato ancora una volta da problemi fisici e con un futuro incerto, complica ulteriormente il quadro.
Non è un caso che contro il Genoa i gol siano arrivati da difensori come Kelly e Bremer, oltre all’inserimento di McKennie. Un dato che evidenzia chiaramente le difficoltà del reparto offensivo.
Per questa stagione, il lavoro di Spalletti potrebbe bastare per centrare l’obiettivo minimo della Champions. Ma per il futuro servirà una svolta: la Juve non può permettersi di rivivere un’annata così complicata.