Un silenzio che fa rumore. Dopo il pareggio contro l’Atalanta, l’Inter sceglie la linea dura e decide di non rilasciare alcuna dichiarazione nel post partita, segnale evidente del forte malcontento per quanto accaduto nel secondo tempo.
Il primo a restare in silenzio è Cristian Chivu, espulso all’82’ per doppia ammonizione dopo le proteste seguite al gol dell’1-1 realizzato da Krstovic. Ma la scelta non riguarda solo l’allenatore: l’intero club nerazzurro decide di non presentarsi davanti ai giornalisti.
Alla base della decisione ci sono due episodi contestati dall’Inter. Il primo riguarda l’intervento di Sulemana su Dumfries nell’azione che ha portato alla rete del pareggio dell’Atalanta. Il secondo è il rigore reclamato per il contatto tra Scalvini e Frattesi nell’area bergamasca, giudicato non falloso dall’arbitro.
Due situazioni che hanno fatto esplodere la rabbia nerazzurra e che, secondo il club, hanno pesato nel risultato finale. Il pareggio contro la Dea, infatti, costa due punti pesanti nella corsa scudetto.
Al termine della gara Chivu si è chiuso nello spogliatoio con il suo staff e tutta la dirigenza. Un confronto durato circa due ore, al quale hanno partecipato il presidente Marotta, il direttore sportivo Ausilio, il vice Baccin e il club manager Ferri.
Dal vertice è arrivata la decisione definitiva: silenzio stampa totale. Troppa la rabbia per gli episodi contestati e il timore di dichiarazioni che avrebbero potuto portare a ulteriori sanzioni nei confronti della società nerazzurra.