C’è un primo posto da difendere, una semifinale di Coppa Italia conquistata da unica big ancora in corsa e un cammino europeo che ha visto l’Inter chiudere il girone unico di Champions da migliore italiana, guadagnandosi i playoff.
Eppure, a metà febbraio, attorno ai nerazzurri continua a serpeggiare un interrogativo che va oltre i numeri: quanto pesa davvero il rendimento negli scontri diretti? Se ne è parlato molto, forse troppo rispetto alla solidità complessiva della stagione, ma ora il tema torna d’attualità alla vigilia della partita più carica di storia e tensione. Perché all’orizzonte c’è la Juventus, e per l’Inter il Derby d’Italia è diventato un ostacolo che va oltre la classifica.
I dati raccontano una difficoltà strutturale. Considerando il periodo successivo a Calciopoli, dalla stagione 2006/07 in poi, il bilancio in campionato sorride nettamente ai bianconeri: sette vittorie interiste, undici pareggi e diciannove sconfitte per i nerazzurri.
Numeri che fotografano un tabù resistente al tempo e alle epoche tecniche. Anche negli anni del Triplete, quando l’Inter era al vertice del calcio mondiale e la Juventus stava ancora ricostruendo la propria identità prima del ciclo vincente targato Conte e Allegri, le sfide erano tirate, spesso decise da episodi e quasi sempre in equilibrio. Fa eccezione il 2-0 del 2009/10 a San Siro, una delle rare serate in cui il copione sembrò piegarsi nettamente verso i nerazzurri.
La storia recente non alleggerisce il peso. L’ultima vittoria interista contro la Juve risale al 4 febbraio 2024, quell’uno a zero che, nell’anno della seconda stella, indirizzò in modo deciso la corsa scudetto e spense le ambizioni dei bianconeri. Da allora il bilancio parla di due sconfitte, compreso il rocambolesco 3-4 dell’andata, e di un pareggio spettacolare da otto reti datato 27 ottobre 2024. Partite vibranti, ricche di colpi di scena, ma senza la soddisfazione piena per la squadra milanese.
Ecco perché la sfida di sabato sera assume un significato che va oltre i tre punti. Più che combattere la presunta sindrome da big match, l’Inter dovrà scrollarsi di dosso l’etichetta di squadra in difficoltà contro la Juventus. Superare il tabù significherebbe dare uno strappo forse decisivo alla corsa scudetto, ma anche spezzare una sequenza che negli anni ha assunto i contorni della maledizione sportiva. In una stagione già ricca di segnali positivi, è questo l’esame che può cambiare la percezione e consolidare definitivamente le ambizioni nerazzurre.