Se le partite finiscono davvero solo al triplice fischio, la Fiorentina ne è la dimostrazione più evidente. Ancora una volta i viola hanno scritto il finale negli ultimi istanti, nel bene e nel male, confermando una capacità di reazione che sta diventando un marchio di fabbrica. Contro la Cremonese è arrivata una vittoria in extremis, all’Olimpico il pari firmato Pedro, mentre contro il Milan la rimonta di Nkunku ha tolto due punti che sembravano già in cassaforte.
Eppure, anche dopo il pareggio, la Fiorentina ha avuto la forza di ripartire: nel finale Brescianini ha colpito una traversa e Kean si è visto murare da Maignan il pallone del possibile successo. Tre indizi fanno una prova: questa squadra non si arrende mai. Era successo anche a Roma, con il gol di Gudmundsson arrivato all’89’, un attimo prima del recupero.
Le ultime tre partite hanno portato in dote cinque punti, più di un terzo dei 14 totali fin qui conquistati. Numeri che raccontano una realtà diversa rispetto a qualche settimana fa: la Fiorentina è in ripresa, nel gioco, nella condizione atletica e soprattutto nel morale.
A rendere ancora più nervoso il match con il Milan è stata l’espulsione di Vanoli, arrivata nel recupero del primo tempo per proteste. «È dall’anno scorso che mi prometto di non discutere con gli arbitri – ha spiegato il tecnico – ma la tensione era alta e il rosso è stato esagerato». A mente fredda, però, l’allenatore viola ha preferito concentrarsi sugli aspetti positivi.
«Quando lotti per la salvezza devi restare lucido. Meritavamo di vincere e potevamo farlo anche dopo il loro pareggio», ha sottolineato Vanoli, diviso tra l’amarezza per i punti persi e la soddisfazione per una prestazione convincente. La squadra ora osserverà due giorni di riposo prima di tornare al lavoro in vista della trasferta di Bologna, contro l’ex Vincenzo Italiano.
L’obiettivo è chiaro: allungare una serie positiva che ha portato i viola a restare imbattuti per tre gare consecutive, cosa che non accadeva dal marzo-aprile scorso. «Sono contento che ci sia delusione – ha aggiunto il tecnico – significa che sappiamo di aver fatto una grande partita. Da qui non si torna indietro, bisogna solo crescere. Serviva più freddezza».
Intanto il gruppo prende forma. I nuovi arrivati come Solomon e Brescianini hanno già trovato spazio e altri innesti sono pronti ad aumentare le soluzioni a disposizione di Vanoli. «Stiamo diventando una squadra – ha ribadito – dobbiamo restare umili e lavorare in silenzio. Ho sistemato diverse cose, ma c’è ancora tanto da fare. Questa squadra ha qualità per giocare bene a calcio, anche se a volte serve un po’ più di furbizia».
La luce in fondo al tunnel ora si vede davvero. I giovani spingono, da Comuzzo a Ndour, e anche dalla proprietà arriva un segnale forte: «Bravi ragazzi, avanti così», il messaggio di Rocco Commisso alla squadra.
Vanoli chiude con la sua filosofia: «Vengo dalla scuola del sacrificio e del lavoro. Bene Gudmundsson e Kean, ma li voglio ancora più incisivi. Tutto il club ha voglia di uscire da questa situazione». E i finali di partita, ancora una volta, sembrano dargli ragione.