Man of the Match contro il Pisa

Dimarco rinato con la “cura Chivu” (e dopo la frecciatina a Inzaghi)

Arrivati a 22 giornate di Serie A, Dimarco ha totalizzato 1.537 minuti in campo rispetto ai 1.331 della stagione scorsa nello stesso periodo. E il numero di partite concluse al 90° è più che raddoppiato

Dimarco rinato con la “cura Chivu” (e dopo la frecciatina a Inzaghi)

Due assist, un palo e un gol. E dire che Federico Dimarco avrebbe potuto non entrare in campo se l’Inter avesse incanalato la partita contro il Pisa sui binari giusti fin dall’inizio. Invece il match si é messo in salita, con un doppio vantaggio dei nerazzurri toscani, motivo per il quale Chivu, al 34º del primo tempo, ha deciso di buttare nella mischia il suo quinto di sinistra titolare, sostituendo Luis Henrique (che non stava giocando male, ma che nelle idee dell’allenatore non stava spingendo a sufficienza).

Impatto devastante

Da quel momento in poi, la partita è cambiata. Sono bastati 10 minuti a Dimarco per incidere: prima il tiro parato da un miracolo di Scuffet, da cui poi é nato il rigore del 1-2, poi l’assist perfetto a Lautaro per il gol del pareggio e infine l’avvio dell’azione che ha portato alla rete della rimonta 3-2.

Ma anche nella ripresa il 32 interista é salito di nuovo in cattedra: palo al 64º (il suo tiro é stato mandato sul legno dalla respinta di Calabresi), gol del 4-2 all’82º con un pregevole tiro al volo su assist di Thuram (la palla ha rimbalzato sul campo, scavalcando Scuffet e prendendo entrambi i pali prima di depositarsi in rete) e infine assist del 5-2 per Bonny all’86º.

Insomma, Dimarco ha svoltato una gara che l’Inter si era complicata da sola (basta pensare al primo gol di Moreo regalato da Sommer) e infatti é stato lui a vincere il premio di “Man of the Match”.

 

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Il suo apporto é stato necessario per consentire ai nerazzurri di allungare momentaneamente in testa sulle inseguitrici, in attesa dei loro scontri diretti di domenica (Juventus-Napoli e Roma-Milan).

Rinascita atletica

Non é la prima volta che quest’anno l’esterno sinistro classe ‘97 fa la differenza per la squadra di Christian Chivu. Da ricordare é soprattutto la sua rete in Parma-Inter, decisiva per sbloccare una difficile trasferta, poi finita 0-2.

Guardando solo al campionato, il suo rendimento parziale parla di 5 gol e 9 assist (ha già superato quanto fatto la scorsa stagione), ma é il dato sul minutaggio che é notevolmente migliorato: dopo 22 giornate in Serie A, Dimarco conta 1.537 minuti attuali, mentre nel 24/25, dopo lo stesso numero di partite, i minuti erano stati 1.331 (2.107 totali a fine campionato). Il gap è di 206 minuti e quindi oltre a due match che il laterale 28enne ha giocato in più. Da evidenziare, inoltre, che la stagione passata ha chiuso solo 5 match fino al 90º, mentre oggi ne conta 11, più della metà.

“Ho voluto azzerare tutto”

E proprio il tema delle tante sostituzioni (specialmente tra il 60º e il 70º) ha caratterizzato la seconda vita in nerazzurro di Dimarco, cioè da quando é tornato alla casa base dopo l’esperienza all’Hellas Verona.

Soprattutto nella scorsa stagione, in cui ha sofferto anche più di un infortunio, le partite giocate per intero da Dimarco in campionato si possono contare sulle dita di una mano, tanto che sia la stampa, sia il tifo interista non hanno esitato a sottolineare questo limite dell’esterno interista, superando persino i tanti complimenti ricevuti per la qualità e la classe del suo mancino.

Ho voluto azzerare tutto dopo la brutta parentesi della scorsa stagione. Sono sparito da tutti per un mese, anche dai miei amici. Mi sono isolato, dovevo riflettere su cosa migliorare” ha detto Dimarco ai microfoni di Dazn al termine di Inter-Pisa.

Insomma, il lavoro fatto dal 32 nerazzurro é evidente. Lo si nota guardando le partite e osservando quanto campo macina sulla fascia nelle due fasi, senza perdere di lucidità soprattutto in zona assist e gol.

Una forma atletica tornata eccellente, che lo sta portando anche a concludere molte più partite al triplice fischio rispetto alla scorsa stagione. Forse, a fare la differenza é anche la fiducia che gli sta dando Chivu, il quale lo sostituisce solo quando il risultato é acquisito o vede che l’esterno é veramente a corto di energie.

Non é un caso che l’allenatore rumeno lo abbia buttato nella mischia contro il Pisa per rimontare la partita, piuttosto che concedergli dei minuti di riposo dopo le fatiche contro Udinese e Arsenal.

 

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La frecciatina a Inzaghi

Nella stagione passata, invece, capitava quasi sempre che Inzaghi lo togliesse dal campo per far entrare Carlos Augusto o Darmian. La sensazione, a vederlo uscire e sedersi in panchina, era quella di vedere un calciatore che non riuscisse a sostenere il grande dispendio energetico richiesto dal gioco dell’allenatore ex Lazio.

Ma ora che il nuovo mister sta ricalcando il sistema dell’Inter di Inzaghi, spingendo anzi di più sull’aggressione e il recupero palla alto, Dimarco sembra non soffrire più questa alta intensità atletica:

“Mi sono sempre allenato al 100%. Giocando più spesso 90 minuti cresci di più di condizione piuttosto che uscire sempre dopo un’ora…” aveva dichiarato il laterale della Nazionale durante la conferenza stampa prima di Inter-Slavia Praga di Champions League.

Parole che subito sono state collegate alla gestione che Inzaghi faceva di Dimarco e che sono state interpretate come una frecciatina nei confronti del suo ex allenatore, anche se poi era stato lui stesso a smorzare i toni:

“Sono stato benissimo nei quattro anni con lui” aveva chiarito nell’intervista post partita contro la Cremonese a Dazn.

In ogni caso, il 32 nerazzurro é rinato rispetto al 2024/2025 e Chivu ne sta traendo grande beneficio. Un Dimarco in forma porta assist, gol, vittorie e punti a ripetizione. Un fattore da non sottovalutare affatto nell’ardua lotta dell’Inter per lo Scudetto e altri obiettivi.