In un’Inter che continua a vincere e convincere, c’è un nome che spicca più di tutti sulla fascia sinistra: Federico Dimarco. Non perché parli ad alta voce o cerchi il riflettore, ma perché i numeri e le prestazioni parlano da soli. “Io non mi sento nessuno: nel calcio sappiamo che quando vai bene sei un fenomeno, mentre quando vai male sei scarso. Alla fine contano i risultati di squadra, non quelli personali”, ha detto lo stesso giocatore dopo l’ultima vittoria nerazzurra contro il Sassuolo, sottolineando quell’umiltà che contrasta con l’impatto enorme che ha sulla squadra.
Basta guardare le cifre: 13 assist e 5 gol in campionato, con incursioni decisive che hanno cambiato il volto delle partite. A Reggio Emilia, per esempio, Dimarco è stato protagonista in tre delle cinque reti nerazzurre e non si è fatto mancare neppure una traversa. Un elemento fondamentale per Chivu, come lo era per il suo predecessore, grazie alla capacità di unire forza e precisione lungo la fascia sinistra. Da quando Dumfries è ai box, la sua importanza è cresciuta ulteriormente, trasformando il lato mancino in uno dei settori più determinanti del gioco nerazzurro.
Il lavoro di Chivu, come quello del tecnico precedente, ruota attorno alle sue qualità: inserimenti rapidi, tagli alle spalle della difesa avversaria, cambi di gioco improvvisi, tutto per liberare le sue capacità offensive e rendere la fascia sinistra un vero e proprio fattore determinante. Dimarco è diventato un pericolo costante per le difese avversarie, riuscendo a cambiare l’inerzia di una partita in pochi tocchi.
E ora, oltre ai numeri di squadra, c’è un obiettivo personale che alimenta la sua motivazione: superare il record di assist di Papu Gomez, stabilito nella stagione 2019/20 a quota 16. Federico è vicinissimo e, continuando a questo ritmo, potrebbe non solo entrare nella storia dell’Inter, ma scrivere un capitolo tutto suo sugli esterni italiani capaci di incidere sia in fase offensiva sia difensiva.
In un calcio dove il giudizio cambia partita dopo partita, Dimarco dimostra giorno dopo giorno che il valore si misura sul campo, tra precisione, continuità e concretezza, numeri alla mano.