Altro che semplice derby. Fiorentina-Pisa è molto più di una rivalità toscana: è uno snodo pesantissimo nella corsa salvezza di Serie A. Al Franchi, ancora ferito dai cantieri, si affrontano terzultima e penultima. Il pareggio non serve a nessuno. Per il Pisa è l’ultima chiamata, per la Viola una tappa che può indirizzare il finale di stagione.
La squadra di Paolo Vanoli deve evitare l’errore più pericoloso: lasciarsi trascinare dall’entusiasmo dopo i blitz contro Como e Jagiellonia. Il recente passato insegna, come dimostra la brusca frenata contro il Cagliari dopo quattro risultati utili consecutivi. Il 2026, però, racconta una timida ma concreta inversione di tendenza: 12 punti in 8 gare, tre vittorie e solo due sconfitte. Non abbastanza per sentirsi al sicuro, ma segnali di vita evidenti.
Franchi tabù e scontri diretti da migliorare
Il vero nodo resta il rendimento casalingo. La Fiorentina è caduta otto volte al Franchi (sei in campionato), un dato che pesa come un macigno nella lotta per restare in Serie A. E negli scontri diretti con le rivali per la permanenza, l’unica vittoria è arrivata — sofferta — contro la Cremonese.
Il Pisa, pur con limiti tecnici evidenti, è squadra ostica: una sola vittoria in stagione, nessuna in trasferta, ma appena quattro sconfitte esterne e ben otto pareggi. La formazione guidata da Hiljemark arriverà a Firenze con la disperazione di chi non ha più margine. Serviranno pazienza, equilibrio e maturità per evitare di concedere spazi letali come accaduto contro Cagliari e Torino.
Kean e i leader: serve la giocata decisiva
Stavolta la partita dovrà farla la Fiorentina, senza poter speculare sul possesso avversario come successo a Como o in Polonia. È una prova di affidabilità collettiva, ma anche di leadership individuale.
Gli occhi sono puntati su Moise Kean, a segno nelle ultime due gare di campionato e finalmente libero dai problemi alla caviglia. Con lui si attendono freschi e determinanti anche De Gea, Dodo e Solomon, rimasti a riposo in coppa.
Per Vanoli è anche una questione personale: mai tre vittorie consecutive in stagione, mai due di fila in campionato. Abbattere questo doppio tabù significherebbe dare continuità e soprattutto respirare.
Spartiacque salvezza
Il derby è uno spartiacque. Se la Fiorentina non dovesse fare bottino pieno, la corsa salvezza si trasformerebbe in un’agonia fino all’ultima giornata. Al di là del campanile, contano solo i punti.