Quel punto pesa, eccome, e ad Antonio Conte sta decisamente stretto. Il pareggio con il Verona lascia strascichi evidenti nelle parole dell’allenatore del Napoli, che davanti ai microfoni non nasconde il disappunto. C’è la rabbia per alcuni episodi che hanno inciso sull’andamento della gara, la frustrazione legata a una rosa ridotta all’osso e anche un certo fastidio per alcune decisioni arbitrali che, a suo giudizio, hanno contribuito a complicare ulteriormente una serata già difficile. Il tecnico azzurro analizza la partita con lucidità ma anche con toni accesi, consapevole di quanto la rimonta abbia richiesto uno sforzo emotivo enorme alla sua squadra. “Per come si era messa la partita, potevamo anche perderla. Nel primo tempo ci sono stati due episodi negativi per noi, su cui potevamo fare meglio, anche sul rigore. La valutazione è stata un po’ particolare, ma l’accettiamo. Andare sotto di due gol così può uccidere chiunque, invece abbiamo avuto la forza di rimontare e ce ne hanno annullati altri due. Sulla rete annullata a Hojlund, non so dove se lo sarebbe dovuto mettere il braccio. Se lo doveva amputare? Sono valutazioni soggettive di chi è al video, lo accettiamo. Per il resto dobbiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo, la squadra merita elogi soprattutto per il periodo che stiamo vivendo”.
Smaltita a fatica la delusione del Maradona, il Napoli è chiamato ora a voltare pagina e a proiettarsi verso uno snodo cruciale della stagione. Domenica sera, a San Siro, c’è l’Inter, in uno scontro diretto che inevitabilmente accende riflettori e discussioni sulla corsa scudetto. Conte, però, prova a spegnere sul nascere qualsiasi etichetta e qualsiasi pronostico, evitando di caricare ulteriormente l’ambiente. “Non mi interessa parlare di favoriti, altrimenti si crea un putiferio sulle mie parole. Sappiamo di affrontare una squadra forte, che ha fatto due finali di Champions negli ultimi tre anni ed è in testa alla classifica. Andremo lì con grande voglia e determinazione. Faremo sicuramente la conta come abbiamo fatto oggi e chi scenderà in campo darà sempre il massimo. Ci sarà sempre grande attenzione mediatica a partite come questa”.
Il botta e risposta a distanza non manca, anche se Chivu sceglie la linea del silenzio sulle osservazioni del collega. Conte, dal canto suo, fatica a comprendere dove stia il problema e difende la legittimità delle sue parole. “Non mi sembra di aver detto chissà cosa, io considero Milan, Juventus e Inter tre top club. Voi siete bravi a parlare e a trovare un aspetto negativo che per quanto mi riguarda non c’era. Dire certe cose significa ricordare la storia. Se dico qualcosa sugli arbitri succede il putiferio e divento il lamentoso, ma tante volte le situazioni vengono create ad arte e certe cose succedono solo in Italia, in Inghilterra non accadeva”.
In chiusura, inevitabile lo sguardo all’infermeria e alle possibili risorse per la trasferta di Milano, tema centrale in questo momento della stagione. “Forse torna Neres, poi sicuramente ci sarà Mazzocchi che rientra dalla squalifica”. Poche certezze, molte incognite, ma la sensazione è che il Napoli arriverà a San Siro con la stessa rabbia e lo stesso orgoglio mostrati nella rimonta contro il Verona.