Nel pieno delle polemiche sull’utilizzo del VAR, emerge un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per la posizione di Gianluca Rocchi. Secondo quanto ricostruito dal Corsport, esisterebbe infatti una norma interna che consentirebbe, in casi particolari, un intervento diretto da parte del supervisore.
Il riferimento è a un inserto del Manuale Var/Arbitro, documento tecnico utilizzato dagli arbitri che operano nel centro di Lissone. Nello specifico, la sezione 3 – dedicata agli “altri ufficiali Var” – chiarisce il ruolo dell’osservatore o supervisore, figura ricoperta proprio da Rocchi e da Andrea Gervasoni nella stagione finita sotto inchiesta.
Il punto chiave riguarda la possibilità di intervenire in prima persona in presenza di circostanze eccezionali, soprattutto quando si profila il rischio di un’errata applicazione del protocollo. In questo contesto, segnali come la cosiddetta “bussata” o altre forme di comunicazione verso gli addetti in sala VAR risulterebbero consentiti, purché finalizzati a evitare errori gravi.
Un passaggio che potrebbe rappresentare una vera e propria linea difensiva per Rocchi: l’eventuale intervento, se inquadrato come eccezionale e conforme al regolamento, potrebbe infatti essere interpretato come legittimo. Una “ancora” normativa a cui aggrapparsi, regolamento alla mano, mentre l’inchiesta continua a fare luce sui fatti contestati.