Serie A

Capello, parole durissime: “Gli arbitri sono una mafia”

Le dure dichiarazioni dell'ex allenatore

Capello, parole durissime: “Gli arbitri sono una mafia”

Fabio Capello non le manda a dire. In una lunga intervista a Marca, l’ex allenatore di Milan, Roma, Juventus e Real Madrid ha criticato senza mezzi termini l’attuale gestione del VAR e ha commentato lo scandalo Negreira in Spagna, mettendolo a confronto con Calciopoli in Italia.

Il tecnico romano attacca soprattutto l’uso della tecnologia e la chiusura della classe arbitrale verso figure esterne. “Gli arbitri sono una mafia“, tuona Capello. “Non vogliono contare sugli ex giocatori per il VAR, persone che conoscono i movimenti del calcio, i gesti che fanno i giocatori per fermarsi o aiutarsi. Spesso prendono decisioni sbagliate perché non hanno mai giocato. Un giocatore viene toccato in faccia, si butta e fischiano. Ma perché fischi? Questo mi fa impazzire“.

Secondo Capello, la soluzione è semplice: inserire ex giocatori o allenatori nei processi decisionali del VAR. “Mettili lì a dire all’arbitro: ‘A me non sembra rigore’. Con la UEFA abbiamo analizzato 20 rigori: rivisti da ex giocatori e allenatori, solo 6 erano reali, 14 no“.

Il tecnico, che ha vinto due Liga con il Real Madrid proprio negli anni in cui il Barcellona è accusato di aver pagato il vicepresidente degli arbitri Negreira, rivendica con orgoglio quei successi: “Hanno provato a fermarci, ma non ci sono riusciti. Abbiamo vinto contro tutti! Se pensi che vincere abbia valore, dopo questo ne ha ancora di più“.

Infine, Capello critica la giustizia sportiva spagnola, paragonandola a quella italiana del 2006: “La Juventus non ha pagato gli arbitri eppure fu mandata in Serie B. In Spagna, con la vicenda Negreira, non è successo nulla. In Italia invece si agisce“.

Con queste parole, l’ex tecnico ribadisce la necessità di trasparenza, esperienza e coraggio nel calcio moderno, puntando il dito contro un sistema arbitrale chiuso e poco incline al cambiamento.