Con la vittoria a Bergamo, l’Inter ha mantenuto il primo posto in classifica in Serie A, mettendo così fine a un 2025 affatto rose e fiori dal punto di vista degli obiettivi raggiunti. La partita con l’Atalanta è stata tenuta sotto controllo per lunghi tratti del match, ma è stata resa complicata a causa della difficoltà nel trovare la via del gol.
Per sbloccare l’incontro ci è voluta la freddezza di Pio Esposito, il quale, nonostante la giovane età, è entrato in campo con la giusta concentrazione, approfittando dell’errore di Djimsiti e fornendo lucidamente l’assist per il gol vittoria di Lautaro Martinez (realizzato al 65°).
Due assist vincenti da subentrante
Non è la prima volta che il 94 nerazzurro, classe 2005, fa la differenza subentrando dalla panchina. Anche nella trasferta contro il Pisa di qualche settimana fa, Pio ha fatto il suo ingresso in campo al 67°, facendo l’assist per il gol del momentaneo 0-1, sempre di Lautaro, due minuti più tardi (la partita è poi terminata 0-2 per l’Inter).
Molti vedrebbero una fortuita coincidenza in questi due passaggi chiave forniti da Esposito poco tempo dopo essere entrato nel rettangolo di gioco, eppure le prestazioni offerte finora dal giovane attaccante, già nel giro della Nazionale, sono prova di come la fortuna aiuti sempre gli audaci.
C’è da dire infatti che fin dal suo arrivo in prima squadra ad Appiano Gentile, col “battesimo” al Mondiale per Club estivo, Pio ha fatto sua la causa interista con umiltà. Consapevole delle sue potenzialità, soprattutto a livello fisico e nella gestione del pallone spalle alla porta, Esposito ha dato a Chivu (che lo conosce fin dalle giovanili) una chiave offensiva diversa rispetto a quello che gli possono offrire Lautaro e Thuram, titolari in attacco.
Esposito e Bonny, upgrade per l’attacco
Insieme all’acquisto di Bonny, la dirigenza nerazzurra ha voluto fare una scommessa sui due sostituti della “ThuLa”, azzardo che però ha dato la sua resa, incrementando quanto fornito la scorsa stagione da Arnautovic, Taremi e Correa.
Numeri di Esposito e Bonny finora:
- Bonny: 20 partite, 5 gol, 6 assist
- Pio Esposito: 20 partite, 3 gol, 4 assist
Numeri di Arnautovic, Taremi e Correa in tutto il 2024/2025:
- Arnautovic: 28 partite, 7 gol, 2 assist
- Taremi: 43 partite, 3 gol, 9 assist
- Correa: 22 partite, 2 gol, 4 assist
Senza nulla togliere alle punte dello scorso anno, il cui lavoro “sporco” è stato importante in alcune vittorie, ma non complessivamente incisivo, si può ben notare che, a livello realizzativo, in metà stagione i due nuovi attaccanti nerazzurri hanno quasi raggiunto i numeri dei loro predecessori.
Considerando poi la giovane età, Esposito e Bonny non rappresentano solo dei tasselli fondamentali per la rosa odierna, ma potrebbero diventare i perni su cui costruire l’Inter di domani.
La crescita di Pio
Tornando a Pio, in questi primi mesi di stagione 25/26, il suo nome è finito spesso al centro dei titoli della stampa sportiva nel bene e nel male: se da un lato c’è chi lo esalta e lo difende a spada tratta, dall’altro c’è chi, evidenziando i pochi gol realizzati finora (3 gol tra campionato, Champions e Coppa Italia), ritiene sia troppo acerbo per essere definito un campione.
La verità, si sa, sta nel mezzo. A 20 anni, Esposito è passato dal giocare nello Spezia in Serie B, all’essere attaccante dell’Inter e calcare i più importanti palcoscenici nazionali ed internazionali. Un salto che, se il giovane Pio non avesse avuto talento, sicuramente non sarebbe stato tenuto dalla dirigenza nerazzurra, che magari lo avrebbe girato in prestito a qualche club per “farsi le ossa”.
Ora sta a Chivu e ai suoi compagni preservarlo, dargli tempo e occasioni per dimostrare il suo valore. Accumulare esperienza in campo e non calcare la mano di fronte a sbagli ed errori saranno elementi decisivi per consentire a Pio di esplodere.
Lo stesso Lautaro, al termine di Atalanta-Inter, ha parlato così a Dazn del suo compagno di reparto:
“Pio Esposito è un ragazzo che lavora e ha voglia di imparare, questo fa parte della crescita: deve stare tranquillo e sbagliare come facciamo tutti noi. Dovete lasciarlo stare perché è italiano e darà soddisfazioni anche alla Nazionale”.
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Un’insidia per Thruam
Insomma, se il capitano, considerato il suo ruolo in squadra e il suo stato di forma attuale, rappresenta un intoccabile dell’attacco interista, non si può dire lo stesso per Thuram, il quale, dopo il rientro dall’infortunio, nonostante la rete in semifinale di Supercoppa (e il gol annullato contro l’Atalanta), in campo si nota che stia soffrendo di più del toro argentino.

Bonny e soprattutto Pio Esposito sono pronti per giocarsi una maglia da titolare, in un periodo che per i nerazzurri sarà molto intenso, dato che a gennaio gli uomini di Chivu dovranno giocare otto partite in un mese, decisive nella lotta Scudetto in campionato e nella qualificazione diretta agli ottavi di Champions League.
- 4 gennaio – campionato: Inter-Bologna
- 7 gennaio – campionato: Parma-Inter
- 11 gennaio – campionato: Inter-Napoli
- 14 gennaio – campionato: Inter-Lecce (recupero 16esima giornata)
- 17 gennaio – campionato: Udinese-Inter
- 20 gennaio – Champions League: Inter-Arsenal
- 23 gennaio – campionato: Inter-Pisa
- 28 gennaio – Champions League: Borussia Dortmund-Inter
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